Si intende per pronuncia classica quella usata in Roma nel II-I secolo a. C., che possiamo ricostruire attraverso molteplici testimonianze, come le informazioni dei grammatici e il confronto con altre lingue.Continua a leggere “Il “nostro” latino non è quello di Cicerone”
La prima diplomata italiana fu una lomellina

Fiorina Salvoni, prima studentessa diplomatasi in un liceo italiano, nacque a Ferrera Erbognone nel 1865. La sua storia, finora inedita, è ripercorsa nel volume “Da studentessa a professoressa. Una donna dell’Ottocento alla conquista della professione” di Mirella Leone. Il libro è stato presentato a Verona e nella prossima primavera sbarcherà anche a Ferrera Erbognone.
Fiorina Salvoni s’iscrisse nel 1878 al liceo “Scipione Maffei” di Verona, dove si diplomò nel 1884 «con onore e premio di secondo grado». Nell’anno accademico 1888-89 conseguì la laurea in Filologia all’Università di Firenze per poi diventare una delle prime professoresse italiane.
«La sua vita – spiega Mirella Leone, già docente di Lettere al liceo “Maffei” di Verona – è stata spesa nella scuola e per la scuola, prima da studentessa, eccezionale presenza femminile in un mondo maschile e maschilista, impegnata nella sua formazione scolastica e culturale, poi da professoressa, egualmente sola in uno spazio pubblico riservato ai maschi».
La ricostruzione della vicenda di Fiorina Salvoni, sulla base di poche fonti disponibili, si configura come una piccola ricerca con i caratteri della “storia di genere”, ma che nello stesso tempo è posta al centro di un percorso di “storia globale”. L’autrice, per le ricerche sul campo, è stata aiutata da Giuseppe Zucca, già preside della scuola media di Mortara e di origini ferrerine.
«Nell’archivio parrocchiale di Ferrera Erbognone ho trovato l’atto di nascita di Maria Fiore Salvoni – spiega – La famiglia si trovava a Ferrera per via della professione del padre Giuseppe, capostazione».
Fra l’altro, il tratto ferroviario Cava-Torre Beretti fu inaugurato solo nel gennaio 1862 e quindi Giuseppe Salvoni fu uno dei primi a guidare la stazione di Ferrera Lomellina.
Le notizie sulla vita di Fiorina, come sarà poi chiamata, sono rare. Molto brillante negli studi, nel 1882 partecipò attivamente alle celebrazioni per la morte di Garibaldi: per esempio, spiccò nella competizione di tiro e nella cura della pubblicazione in onore dell’Eroe dei due mondi. Dopo la laurea, insegnò in varie città del Nord Italia. Non si conosce l’anno di morte.
Bruxelles «miope e distante dai risicoltori»

L’Unione Europea appare «miope e distante dalla realtà della risicoltura». Se non ci sarà un’inversione di tendenza, l’Italia perderà il primato della risicoltura continentale. E in questo caso Italia significa Lomellina e Pavese, prime zone risicole d’Europa con 80mila ettari davanti a Vercelli (69.700 ettari).
Paolo Carrà non usa mezzi termini nella sua prima uscita dopo la nomina a presidente dell’Ente nazionale risi, decisa dal ministro Maurizio Martina. Nel prossimo quadriennio l’agronomo, esponente di Confagricoltura Vercelli, lavorerà a fianco di Riccardo Preve (Riso Gallo di Robbio), Gianmaria Melotti, Silvano Saviolo e Maria Grazia Tagliabue.Continua a leggere “Bruxelles «miope e distante dai risicoltori»”
La congiuntura del congiuntivo
Il congiuntivo gode davvero di cattiva salute in Italia? Certamente nella lingua orale, gli italiani sembrano preferirgli l’indicativo. Andrea De Benedetti spiega perché e illustra, con ironia e acutezza, pregi e difetti di un modo verbale che alcuni compiangono, altri odiano.
“L’alone sacro da cui è avvolto il congiuntivo non è un riflesso di quello che ‘significa’ ma di quello che ‘rappresenta’. E il congiuntivo, nel nostro Paese, rappresenta una specie di patente nobile del buon parlare, di lasciapassare sociale che permette di riconoscere immediatamente il milieu intellettuale delle persone dalle desinenze che usano”.
La congiuntura del congiuntivo di Andrea De Benedetti, Laterza collana Lampi, € 0,99, versione digitale in formato ePub con watermark
La Lomellina perderà sei milioni?
Sono a rischio i sei milioni di euro che la Lomellina ha richiesto a Bruxelles tramite la Regione Lombardia. Il bando emesso dal Pirellone all’interno del Programma di sviluppo rurale 2014-2020 distribuirà i 64 milioni messi a disposizione dall’Unione Europea non più, come in passato, solo ai Gruppi di azione locale lombardi, ma a chiunque presenti un progetto di partenariato a favore delle aree rurali. Le nuove disposizioni regionali hanno messo in fibrillazione il Gruppo di azione locale Lomellina, presieduto da Giorgio Guardamagna, che una decina d’anni fa aveva aggregato quasi tutta la Lomellina per usufruire dei contributi europei.Continua a leggere “La Lomellina perderà sei milioni?”
Quanto conta l’italiano nel mondo della musica?
Un libro sull’italiano come lingua della musica, realizzato in occasione della XV Settimana della lingua italiana nel mondo, che si terrà dal 19 al 24 ottobre prossimi: lo diffonderà, gratuitamente per la durata dell’iniziativa, l’Accademia della Crusca in collaborazione con la casa editrice GoWare, in formato elettronico.
Il volume, edito dalla stessa Accademia, si intitola L’italiano della musica nel mondo ed è curato da Ilaria Bonomi e Vittorio Coletti. Alla sua stesura hanno collaborato numerosi accademici e linguisti specialisti della materia. Sarà disponibile sulle piattaforme Apple iBookstore, Amazon Kindle Store, Google Play Libri e numerose librerie italiane.
L’italiano, spiegano all’Accademia, ha contribuito in maniera formidabile alla costituzione del lessico specifico della musica classica e non è rimasto estraneo neppure a quello della musica pop. Si è poi identificato a lungo con l’opera lirica, i cui capolavori, intonati spesso da grandi compositori stranieri, vengono ancor oggi eseguiti in tutti i teatri lirici del mondo; ha per decenni diffuso attraverso la canzone, anche dialettale, un’immagine amica e pacifica dell’Italia. E le sue tracce si riconoscono ancora oggi nella musica leggera di molti paesi.
La letteratura della Lomellina batte un colpo
Borat razzista? Non avete capito nulla
La trama del film “Borat-Studio culturale sull’America a beneficio della gloriosa nazione del Kazakistan”, falso documentario a basso costo, inizia negli Stati Uniti, dove Borat (impersonato dall’attore britannico di famiglia ebrea ortodossa Sacha Baron Cohen), deve girare un documentario sulla cultura locale. Il protagonista ha detto del film: «Se non avrà successo, io sarò giustiziato dal governo kazako»: al contrario, il film ha avuto talmente successo che nel 2012 gli organizzatori del Grand Prix di tiro, in Kuwait, diffusero l’inno immaginario del film al posto di quello ufficiale del Kazakistan.Continua a leggere “Borat razzista? Non avete capito nulla”

