«Arrivai in Lomellina alla fine degli anni Sessanta con mio marito Eriprando: le risaie erano allagate, vedevo aironi bianchi dappertutto. Mi innamorai subito di questa terra che ormai mi piace più di Roma». Francesca Patrizia Ruspoli è un’esponente della famiglia dei principi di Poggio Suasa, aristocrazia romana dal XIII secolo. La nobildonna parla del suo rapporto con Castellaro de’ Giorgi, dove si trova l’antica tenuta agricola appartenuta alla nonna di Eriprando Visconti Modrone, Carla Erba, erede della famiglia farmaceutica milanese. Su un portone che dà sulla provinciale per Mede spicca lo stemma del Biscione visconteo. La principessa, aiutata dal figlio Edoardo, è una dinamica imprenditrice agricola; pochi mesi fa ha aperto anche un emporio. Gira per la vasta tenuta a bordo di una macchina elettrica da golf: al suo fianco il cane Lillo e un branco di oche dalle penne bianche e grigie. In ogni angolo della tenuta sembra rivivere Eriprando, per gli amici Prandino: suo padre Edoardo era fratello di Luchino, il regista. Al termine della sua attività cinematografica, il conte Eriprando Visconti Modrone ha sempre avuto come punto di riferimento la tenuta di Castellaro. Nei suoi film (“Una storia milanese”, “La monaca di Monza”, “Strogoff”, “L’orca”, “Oedipus orca”, “Una spirale di nebbia” e “Malumore”) ha diretto attori del calibro di Paola Pitagora, Salvo Randone, Flavio Bucci, Gabriele Ferzetti, Stefano Satta Flores, Duilio Del Prete e un giovane Michele Placido.Continua a leggere “La Lomellina della principessa Ruspoli Visconti”