L’alfabeto latino non ha più rivali. Neanche in Asia

Emanuele Pinelli su L’Europeista (31/10/2025) All’inizio di ottobre, l’Organizzazione degli Stati Turchi – che include Turchia, Azerbaijan e gli “Stan” dell’Asia centrale – si è impegnata ad adottare un nuovo alfabeto comune, che prende come base quello latino aggiungendogli otto nuovi caratteri. Nell’annunciare la decisione, che cambierà la vita quotidiana di 200 milioni di persone, Erdogan haContinua a leggere “L’alfabeto latino non ha più rivali. Neanche in Asia”

“Ma perché tutte queste parole inglesi?”

Draghi tra baby sitter e smart working (VIDEO) “Per chi svolge attività che non consentono lo smart working, sarà riconosciuto l’accesso ai congedi parentali straordinari o al contributo baby-sitting. Chissà perché dobbiamo sempre usare tutte queste parole inglesi”. Così il presidente del Consiglio dei ministri Mario Draghi si concede una battuta sugli anglicismi che popolano,Continua a leggere ““Ma perché tutte queste parole inglesi?””

Finalmente il Museo della lingua italiana!

Come altre lingue del mondo, circa 65, anche l’italiano – grande lingua di cultura internazionale – avrà un suo museo. Museo della lingua italiana, quindi, si chiama l’istituzione che prenderà vita, sotto l’egida del ministero per i Beni e le attività culturali e per il turismo (MiBact), attraverso i lavori della commissione nazionale che riunisce gliContinua a leggere “Finalmente il Museo della lingua italiana!”

“Il primo re”, film italiano sull’alba di Roma

Il primo re, nei cinema da giovedì, è un film italiano sulla storia di Remo e di Romolo, che secondo la leggenda fondò Roma 753 anni prima della nascita di Cristo. L’ha diretto Matteo Rovere, il regista di Veloce come il vento, ci recitano Alessandro Borghi e Alessio Lapice ed è un film davvero insolito per gli standardContinua a leggere ““Il primo re”, film italiano sull’alba di Roma”

«Ma perché non lo dici in italiano?»

Sono 3.500 parole, anzi anglicismi, che usiamo normalmente in un discorso in italiano. Li ha messi assieme un italianista “eterogeno”, Antonio Zoppetti, che, dai tempi pionieristici degli ipertesti continua a indagare l’evoluzione e le implicazioni della lingua italiana. Sempre un po’ di traverso rispetto al “mainstream” (non mi perdonerebbe mai la parola), ma sempre inContinua a leggere “«Ma perché non lo dici in italiano?»”

L’italiano usato in Vaticano

Da postulatore della causa di beatificazione di Teresio Olivelli a italianista. Il mortarese monsignor Paolo Rizzi, che in Vaticano è “officiale” (funzionario) della Segreteria di Stato di Sua Santità, ha partecipato agli Stati generali della lingua italiana con un intervento sull’italiano usato oggi nella Curia romana.