La banca di paese? Un ricordo

popLo spettro della chiusura delle filiali bancarie si aggira per la Lomellina. «La tendenza – spiega Paolo Ascagni, segretario provinciale della First-Cisl, il sindacato dei lavoratori bancari e assicurativi – ormai è questa: gli istituti riducono gli sportelli dei centri medio-piccoli e accentrano i servizi nella città». Nella primavera scorsa avevano chiuso i battenti le agenzie Intesa San Paolo di Sartirana, Lomello e Candia Lomellina, e quella di Ferrera Erbognone era stata declassata a sportello dipendente da Sannazzaro de’ Burgondi. Ora tocca alla Banca popolare di Novara, che ha programmato la chiusura di sette filiali: Candia Lomellina, Mezzana Bigli, Zeme, Langosco, Pieve del Cairo, San Giorgio Lomellina e Breme. Molto dipenderà dalla prospettata fusione del Banco popolare, cui fa capo la storica Popolare di Novara, con la Banca popolare di Milano. In questo caso, non ci potranno essere sovrapposizione di sportelli e il futuro gruppo unificato sceglierà a tavolino quali chiudere.Continua a leggere “La banca di paese? Un ricordo”

L’italiano e gli accenti circonflessi

accAnche l’italiano ha avuto i suoi circonflessi, come in “principî” (plurale di “principio”) per distinzione da “prìncipi” (plurale di”principe”), o “assassinî” e “omicidî”: ma li abbiamo persi per tempo, fidandoci che il contesto ci dica quello che l’ortografia ci tace.

Quali altre semplificazioni adottare? Ci sarebbe sempre quel problema con le moleste “i” che vanno e vengono da “superficie”, “deficiente”, “cosciente”, “conoscente”, “sognare” e “sogniamo”, “pasticcere” e “pasticcieria”, che solo speciali pronunce regionali fanno sentire all’orale (magari anche quando non ci sono) e mettono dubbi tremendi quando si scrive. E con “province” o “provincie” e “ciliege” o “ciliegie”?

Appunto quando si scrive ora ci sono i correttori ortografici e la semplificazione la fanno loro, senza bisogno di pronunce (senza “i”) di commissioni e grammatici. Come nei confronti dei cambiamenti climatici globali o del canone Rai nella bolletta telefonica, ci rassegniamo (con la “i”) a quei “pò” con l’accento anziché l’apostrofo di elisione, quei “perchè” con accento grave anziché acuto. E se non ci rassegniamo, allora accediamo a uno dei compiti più penosi del videoscrivano: la correzione del correttore. Del resto si sono passate ore a blandire e minacciare editor librari perché non ci togliessero il segno dell’accento a “sé stesso”, che è più che legittimo, malgrado qualsiasi inutile sciocchezza possano averci inculcato alle scuole elementari o medie.

Meno a rischio, tutto sommato, sembrano le eccentriche “h” di “ho, ha, hai, hanno” o anche il “ch” sostituito nella scrittura sintetica degli sms da “k”. A volte si leggono tweet con “squoiare” ma sembrano fenomeni marginali, non tali da giungere a una soglia critica.

Sul “tutt’apposto” e sulle “donne incinta” o “in cinta” invece si comincia a disperare, come sul “qual’è” apostrofato. Ma non sono neppure semplificazioni, queste: sono usi devianti che si impongono per impulsi forti e inspiegabili. Inspiegabili, se non con il fatto che scriviamo più di quanto leggiamo.

 

Stefano Bartezzaghi

La Repubblica, lunedì 8 febbraio 2016

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Angelo, l’ultimo costruttore di barcé

Bosio Bortolas e Morandini
Da sinistra, Bosio, l’ex sindaco di Candia Lomellina, Carmen Bortolas, e Morandini

Angelo Bosio è l’ultimo costruttore di barcé, termine dialettale che indica le imbarcazioni da fiume a fondo piatto. Il 74enne vogatore di Valenza, una vita trascorsa sulle acque del Po e di molti altri fiumi italiani, racconterà la sua avvincente storia di “lupo di fiume” sabato, alle 10, a Candia Lomellina nell’aula consiliare di piazza San Carlo. All’incontro promosso dal Comune e dall’associazione “Il Remo” saranno presenti anche Guido Morandini, regista Rai e appassionato di barche da fiume, e Giancarlo Pirola, fondatore del “Remo”, l’associazione candiese che alla fine di agosto organizza la regata dei barcè sul Sesia, sotto il ponte che collega Lomellina e Monferrato. «Sabato – anticipa Pirola – illustreremo le nostre iniziative per la riscoperta del barcé, che comprendono una sorta di scuola per vogatori in erba e alcune dimostrazioni pratiche sul Sesia nei mesi di maggio e giugno». La mattinata prevede anche la proiezione del documentario “Spartiacque: la cattedrale sull’acqua”, trasmesso da Rai5 e firmato da Morandini.Continua a leggere “Angelo, l’ultimo costruttore di barcé”

La Crusca boccia i forestierismi

cruscaMeglio le espressioni “salvataggio interno” e “salvataggio esterno”, più chiare dei termini inglesi economici “bail in” e “bail out”. E meglio sostituire “smart working” con “lavoro agile”: locuzione italiana perfettamente equivalente a quella inglese. L’invito arriva dal gruppo di specializzazione in “forestierismi” Incipit dell’Accademia della Crusca, la più importante istituzione italiana che raccoglie studiosi di linguistica e filologia della lingua. I membri di Incipit si occupano di esaminare e valutare neologismi e parole straniere cosiddette “incipienti” nella fase in cui si affacciano per fare ingresso nella lingua italiana.Continua a leggere “La Crusca boccia i forestierismi”

Breme come Brescello

pepL’orologio del campanile della chiesa parrocchiale di Breme batte le ore 30 secondi prima di quello della torre civica. Si tratta però di un sorpasso alla rovescia perché quattro anni fa, quando don Cesare Silva introdusse il rintocco delle ore, era l’opposto. La curiosità rimanda al celebre film “Il ritorno di don Camillo”, in cui il sindaco Peppone e don Camillo anticipavano volontariamente i rispettivi orologi, ma a Breme, unico paese lomellino di piccole dimensioni con due orologi pubblici, non c’è alcuna rivalità fra il sindaco Francesco Berzero e il parroco don Cesare Silva. Si tratta solo di una casualità, anche se a ben guardare una coincidenza fra Breme e Brescello in realtà esiste: il nome del regolatore dell’orologio civico. Nei libri di Guareschi il sindaco comunista era Peppone, mentre a Breme c’è “Pep adla Trinità”, all’anagrafe Giuseppe Moro.Continua a leggere “Breme come Brescello”

Brallo di Pregola in Lomellina?

Lomello basilica esterno
La basilica di Lomello

Così non si fa promozione turistica, ma dannosa disinformazione ai danni di un territorio con una sua identità millenaria. Di seguito pubblico un articolo apparso sul sito http://www.siviaggia.it e intitolato “Lomellina, alla scoperta del territorio lombardo”: sinceramente non mi era mai capitato di trovare così tanti strafalcioni geografici, storici ed economici in un solo testo!

Ecco di seguito il testo del sito e, fra parentesi, le mie osservazioni.

La Lomellina è una regione geografica situata nel sud ovest della Lombardia e comprende più di 50 comuni, tra i quali Vigevano è il più importante. Il periodo storico più significativo è quello della dominazione dei Goti (Lomello è stata la seconda capitale del Longobardi dopo Pavia: non credo che i Goti, precedenti ai Longobardi, abbiano lasciato qualcosa di significativo in Lomellina); di questi anni (quali anni? le testimonianze più antiche in Lomellina risalgono all’epoca longobarda, come la basilica di Santa Maria Maggiore a Lomello o la chiesetta di Santa Maria di Pollicino di Breme, non certo gotica) si conservano diversi edifici da visitare, tra cui castelli e altre dimore storiche sparsi per tutto il territorio.

Il Castello di Belgioioso ha origini barbariche, con un sontuoso parco e bellissimi giardini. Altro castello da visitare è quello visconteo di Bereguardo, utilizzato un tempo come villa residenziale della famiglia Visconti. A Brallo di Pregola invece si possono ammirare i resti del castello Malaspina, il cui aspetto attuale è quello di una villa patrizia. Il castello di Branduzzo invece è considerato un monumento nazionale che necessita di restauri (1. queste quattro località si trovano nel Pavese e in Oltrepò, non in Lomellina; 2. anche la Lomellina, quella vera, è disseminata di castelli). Da non perdere una visita al convento dell’Annunciata a Medole, fondato nel 1455 e immerso nella natura (Medole non è in Lomellina, ma fra Mantova a Brescia; esiste però la lomellina Mede…).

Se state trascorrendo un soggiorno in questa zona, potrete partecipare a una delle tante sagre che si svolgono durante l’anno. Una delle più frequentate è la sagra dell’asparago che si svolge a maggio a Cilavegna, dove potete gustare ottimi piatti a base di asparagi. Molto caratteristica e golosa è invece la sagra della cozza che si svolge ad agosto a Castelnovetto (forse era più opportuno citare la sagra della cipolla rossa di Breme e quella della rana di Sartirana…). Nel periodo natalizio potete acquistare prodotti locali presso il grande Mercato di Natale di Gropello Cairoli e ammirare lo splendido presepe vivente a Gambarana (da anni non più organizzato).

La Lomellina è una zona adatta a tour enogastronomici, soprattutto l’itinerario che va da Gravellona Lomellina a Magrè (questo toponimo si trova sia in Veneto sia in Alto Adige, ma non in Lomellina). Le cantine vinicole (oggi, in provincia di Pavia, la vite è diffusa solo in Oltrepò Pavese!) offrono assaggi di vino accompagnati da salumi e formaggi locali. Uno dei salumi più pregiati e conosciuti è il salame d’oca, molto apprezzato anche dai turisti stranieri. Per quanto riguarda i primi piatti possiamo dire che in tavola non può certo mancare il riso, cotto e preparato nei più svariati modi. Altri prodotti tipici di questa zona sono le rane e le lumache, preparate con antiche ricette della tradizione lombarda. Tra i dolci si apprezzano i biscotti Bramantini di Vigevano preparati con la farina di riso, ideali a colazione (e la più celebre offella di Parona?).

Come dicevamo, Vigevano è il Comune principale della Lomellina (anche qui ci sarebbe molto da discutere…), dove ci sono diverse cose da vedere durante una vacanza in questo splendido territorio. Citiamo, per esempio, la Fontana di San Francesco, Piazza Ducale e il Duomo. Merita particolare attenzione una visita alla Torre del Bramante nel Castello sforzesco, simbolo della città.

Salvate il liceo classico: è l’unica scuola veramente moderna

Da ex foscoliano (Pavia) non posso che assentire!

Avatar di ilmondodigalateaIl nuovo mondo di Galatea

Ieri sono stata tutto il giorno ad un corso di formazione per insegnanti. Di solito li odio, i corsi di formazione per insegnanti, perché in tanti anni che me ne propinano, ne avrò trovato giusto uno o due che fossero decenti, e tutti gli altri erano una marea di fuffa inutilizzabile, quando non devastante come un tzunami. Questo, invece, va detto, era molto interessante e anche ben organizzato, e avrebbe dovuto illustrarci le potenzialità del cooperative learning, cioè una tecnica che può essere usata per insegnare a scuola ai ragazzi, ma anche sfruttata  in un ufficio o in una azienda a creare dei gruppi di lavoro efficienti. 

Già dal nome, così inglese, si capiva che il cooperative learning è una cosa molto moderna e cool, come direbbero i renziani e tutti i nuovisti in servizio permanente e stabile, mica una di quelle robe vecchissime da scuola arcaica, mediovale, tipo quegli…

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L’eco-agricoltura: i fondi e le regole

Risaia fossettoProduzioni agricole integrate per «ridurre l’impatto negativo di un utilizzo non oculato dei fitosanitari». E poi la conservazione della biodiversità nelle risaie e la salvaguardia di razze animali locali e di varietà vegetali minacciate di abbandono, fra cui alcuni vitigni dell’Oltrepò Pavese e la cipolla rossa di Breme. Sono gli ambiti d’intervento della misura 10 “Pagamenti per impegni agro-climatico- ambientali” del Programma di sviluppo rurale 2014-2020. Ingenti le risorse messe a disposizione dalla Regione Lombardia: 50 milioni di euro. La domanda di aiuto dovrà essere presentata dal 31 marzo al 15 maggio prossimi. Coinvolte, in particolare, le zone ad agricoltura più intensiva come le risaie della Lomellina e del Pavese, in cui le aziende agricole finanziate dalla misura 10 potranno operare per la conservazione della biodiversità e il miglioramento della qualità dell’acqua.Continua a leggere “L’eco-agricoltura: i fondi e le regole”