Apre la mente? Non è detto. È un ottimo esercizio per la logica? La matematica lo è di più. Il latino, suo malgrado, gode da tempo di cattiva fama. E la colpa non è sua, spiega il professor Ivano Dionigi, fino al 2015 rettore dell’Università di Bologna e insigne latinista. «La colpa è dei suoi difensori, che non sono in grado di difenderlo».L’inadeguatezza è «dei classicisti: si chiudono a riccio nelle grammatiche», dimenticando ciò che diceva già Friederich Nietzsche, cioè «che la classicità va in rovina per opera dei filologi classici». E il latino, invece, merita di più. Anche perché ha un valore d’uso reale. Ed è portatore di un senso profondo, anche nei tempi anglicizzati di oggi, che lo rende non moderno. E proprio per questo prezioso.
Eppure sono in tanti a ribadirlo: lo studio del latino sarebbe superfluo.
Ci sono molti pregiudizi contro il latino. E da lì nasce la volontà di rimozione. Uno è di carattere ideologico. Nasce dal fatto che anche il latino, da fenomeno culturale, è stato un fenomeno “politico”. Mussolini, che sulla mitologia romana fondava la retorica del fascismo, disse che «La lingua di Roma è la lingua del nostro tempo», perché «è la lingua di un popolo di contadini, di guerrieri e di conquistatori». Lui si immaginava che gli italiani dell’epoca dovessero essere così. E poi fu la materia fondamentale nel disegno di riforma della scuola fatto da Gentile. Era insegnata nei classici, scuola della borghesia, e divenne segno distintivo della borghesia
Fu proprio così.
Certo. Eppure, quando negli anni Sessanta si discusse sull’abolizione dell’insegnamento del latino alle medie, a difenderlo ci furono anche alcuni comunisti: Palmiro Togliatti, Concetto Marchesi e Paolo Bufalini, per fare dei nomi. Anche se sapevano che lo scontro tra servatores e novatores sarebbe stato perso. E andò in quel modo.
Questo per quanto riguarda il pregiudizio “politico”. E gli altri pregiudizi?
Dicono che non è utile, che non serve. Ma solo se si applica una logica utilitaristica, di utilizzo immediato.
E invece serve?
Serve eccome. Il latino è una causa giusta, ma con avvocati sbagliati. Chi dice che “sviluppa la logica” sbaglia, la matematica lo fa di più. Non è il latino che è inadeguato a questi tempi, sono i classicisti. Lo diceva anche Nietzsche: “La classicità va in rovina per opera dei filologi classici”. Non è utile nemmeno chiamare in causa in difesa del latino quelli che, per me, sono fossili.