“Fatti d’arme” a Scaldasole

La Garzaia fra le risaie della Lomellina

Scaldasole Garzaia
Da sinistra, Stramezzi, Elena Duca, De Agostino, Michela Duca e Roberto Destro

Il nuovo circolo culturale “La Garzaia” si è presentato domenica 20 marzo alla cascina Turbina di Scaldasole. L’associazione senza scopo di lucro presieduta da Michela Duca ha reso noto le finalità contenuto nello statuto. «Il circolo – ha spiegato Michela Duca – è nato quasi per caso tra una chiacchiera, un caffè tra amici e un comune denominatore: l’amore per il proprio paese e per il proprio territorio, la Lomellina. Ha l’obiettivo di favorire le attività di promozione sociale, culturale e del tempo libero, dando priorità alle esigenze e alle tradizioni di Scaldasole, ed è aperto a chiunque voglia tesserarsi».

Duca era affiancata dal vice presidente Roberto Destro e dai consiglieri Sergio Comotti, Elena Duca e Stefano Stramezzi.

Poi la stessa Duca e Simona Gonella, segretaria del Rotary Club Mede Aureum, hanno introdotto Umberto De Agostino per la presentazione dei suoi tre volumi editi da Fratelli Frilli Editori di Genova. Diversi gli interventi del pubblico, fra cui quello del parroco don Stefano Cerri. «Invito l’autore – ha detto il sacerdote – a prendere spunto dalla splendida figura di Padre Francesco Pianzola per il suo prossimo romanzo a sfondo lomellino».

I lomellini alle Cinque giornate di Milano

gioNel 1848 gli ideali risorgimentali sono diffusi in Lomellina, in particolare, dal mortarese Giovanni Josti, deputato al Parlamento Subalpino e consigliere della Divisione di Novara, e dal prevosto Giuseppe Robecchi, di origini gambolesi, parroco per un quarto di secolo a Vigevano. Poi sono da citare il nobile Giacomo Plezza, nato a Cergnago nel 1806, senatore, ministro dell’Interno del Regno di Sardegna dal 27 luglio al 18 agosto 1848, vicepresidente del Consiglio divisionale di Novara e presidente del Consiglio provinciale di Lomellina; i medesi Gaspare Cavallini e Giuseppe Cambieri, deputati al Parlamento Subalpino; l’ingegnere mortarese Epifanio Fagnani, deputato al Parlamento Subalpino in rappresentanza dei collegi di Garlasco e di Sartirana, collaboratore dell’ingegner Carlo Noè nell’ideazione, nello studio e nella progettazione del canale Cavour; l’ingegner Angelo Valvassori, deputato al Parlamento Subalpino per il collegio di San Martino Siccomario; l’avvocato mortarese Luigi Rossi, profugo a causa dei moti del 1821, sindaco di Mortara nel 1846, consigliere della Divisione di Novara e senatore del Regno; l’ingegner Pietro Robecchi, fratello di Giuseppe, deputato al Parlamento nel 1849 per il collegio di Vigevano; e il canonico mortarese Giuseppe Gusmani, autore di una voluminosa storia della Lomellina.Continua a leggere “I lomellini alle Cinque giornate di Milano”

Il maremmano adottato dai bambini

abrUn pastore maremmano adottato e sfamato da un paese intero, Breme, in Lomellina. Ora la commovente storia di Barnaba, nome del santo patrono imposto al cane, è raccontata anche dai bambini della scuola elementare, che hanno scritto a modo loro la storia del randagio diventato il simbolo di Breme. L’animale, dal pelo bianco e di circa 50 chilogrammi di peso, era stato visto aggirarsi per la prima volta nelle campagne fra le cascine Cascinetta e Rinalda, verso Candia. In seguito, Barnaba si è avvicinato al centro abitato.

Continua a leggere “Il maremmano adottato dai bambini”

Breme capitale dell’artigianato

 

Breme abate & sindaco
L’abate Donniverto dichiara aperta la mostra e consegna le chiavi di Breme al sindaco Berzero

Taglio del nastro per la 39esima Mostra dell’Artigianato, Commercio e Agricoltura, inaugurata stamattina e aperta fino alle 18 nei locali della millenaria abbazia benedettina di Breme (ingresso gratuito). Oltre 120 espositori, provenienti da tutto il Nord Italia, hanno aderito all’iniziativa organizzata, come sempre, da Comune e Polisportiva Bremese portando importanti novità sia a livello qualitativo sia artistico. «Alcuni artigiani realizzeranno i loro prodotti in diretta sotto gli occhi dei visitatori», dice il sindaco Francesco Berzero. Inoltre, in concomitanza, per le vie del paese si svolge la tradizionale Fiera di Primavera con oltre cinquanta bancarelle.Continua a leggere “Breme capitale dell’artigianato”

La classicità rovinata dai filologi classici

Apre la mente? Non è detto. È un ottimo esercizio per la logica? La matematica lo è di più. Il latino, suo malgrado, gode da tempo di cattiva fama. E la colpa non è sua, spiega il professor Ivano Dionigi, fino al 2015 rettore dell’Università di Bologna e insigne latinista. «La colpa è dei suoi difensori, che non sono in grado di difenderlo».L’inadeguatezza è «dei classicisti: si chiudono a riccio nelle grammatiche», dimenticando ciò che diceva già Friederich Nietzsche, cioè «che la classicità va in rovina per opera dei filologi classici». E il latino, invece, merita di più. Anche perché ha un valore d’uso reale. Ed è portatore di un senso profondo, anche nei tempi anglicizzati di oggi, che lo rende non moderno. E proprio per questo prezioso.

Eppure sono in tanti a ribadirlo: lo studio del latino sarebbe superfluo.
Ci sono molti pregiudizi contro il latino. E da lì nasce la volontà di rimozione. Uno è di carattere ideologico. Nasce dal fatto che anche il latino, da fenomeno culturale, è stato un fenomeno “politico”. Mussolini, che sulla mitologia romana fondava la retorica del fascismo, disse che «La lingua di Roma è la lingua del nostro tempo», perché «è la lingua di un popolo di contadini, di guerrieri e di conquistatori». Lui si immaginava che gli italiani dell’epoca dovessero essere così. E poi fu la materia fondamentale nel disegno di riforma della scuola fatto da Gentile. Era insegnata nei classici, scuola della borghesia, e divenne segno distintivo della borghesia

Fu proprio così.
Certo. Eppure, quando negli anni Sessanta si discusse sull’abolizione dell’insegnamento del latino alle medie, a difenderlo ci furono anche alcuni comunisti: Palmiro Togliatti, Concetto Marchesi e Paolo Bufalini, per fare dei nomi. Anche se sapevano che lo scontro tra servatores e novatores sarebbe stato perso. E andò in quel modo.

Questo per quanto riguarda il pregiudizio “politico”. E gli altri pregiudizi?
Dicono che non è utile, che non serve. Ma solo se si applica una logica utilitaristica, di utilizzo immediato.

E invece serve?
Serve eccome. Il latino è una causa giusta, ma con avvocati sbagliati. Chi dice che “sviluppa la logica” sbaglia, la matematica lo fa di più. Non è il latino che è inadeguato a questi tempi, sono i classicisti. Lo diceva anche Nietzsche: “La classicità va in rovina per opera dei filologi classici”. Non è utile nemmeno chiamare in causa in difesa del latino quelli che, per me, sono fossili.

Continua a leggere “La classicità rovinata dai filologi classici”

L’italiano ridotto al silenzio

coletti_tema_del_meseIl tentativo dell’Accademia della Crusca (di cui faccio parte) di frenare un po’ l’anglomania italica ha fatto notizia anche sulla stampa ligure, per combinazione proprio negli stessi giorni in cui la posta interna della nostra università veniva sollecitata a un bel dibattito dalla lettera di una giovane docente, Stefania Consigliere, che segnalava con una certa preoccupazione come, per favorire l’internazionalizzazione dell’ateneo, sia prevista anche la disponibilità di un docente a tenere lezione in inglese invece che in italiano purché lo domandi uno (1!) studente. Gusto dell’anglismo e uso dell’inglese nella didattica sono due questioni di lingua simili ma da trattare separatamente.Continua a leggere “L’italiano ridotto al silenzio”

La borsa merci di Mortara si salverà?

Mortara Borsa merciBarlume di speranza per la borsa merci di Mortara. La Regione Lombardia è pronta a subentrare alla Provincia di Pavia nella società consortile che gestisce la sala contrattazioni del riso e di altri cereali. Lo conferma il sindaco di Mortara, Marco Facchinotti, che ha incontrato l’assessore regionale all’Agricoltura, Gianni Fava. «Nel caso, ormai dato per certo – spiega – che la Provincia voglia dismettere le quote, pari a 350mila euro, la Regione sarebbe disposta a prenderne il posto: Fava mi ha assicurato il suo interessamento, anche, come ha ribadito, in virtù della cifra modesta che Milano dovrebbe sborsare. Devo anche ricordare che alcune realtà private hanno anticipato di voler occupare il posto della Provincia, ma al momento l’ipotesi Regione è più solida».Continua a leggere “La borsa merci di Mortara si salverà?”