
La minaccia del riso del Sudest asiatico non tende a diminuire: il settore è in ginocchio e invoca l’intervento dell’Unione Europea per ripristinare i dazi alle frontiere, ridurre i danni dello squilibrio produttivo e, nel medio periodo, per evitare il collasso del mercato. La Lomellina, cuore del riso italiano con Pavia, Vercelli e Novara, ha trasmesso le sue preoccupazioni a Joost Korte, vice direttore generale della direzione Agricoltura della Commissione Europea, arrivato al Centro ricerche sul riso di Castello d’Agogna per ascoltare la viva voce della filiera.Continua a leggere “Il riso lomellino schiacciato da quello asiatico”
I piatti della nonna a Breme Lomellina
Chi ama i piatti della tradizione, quelli che ormai si definiscono “della nonna”, non potrà mancare il 4 e 5 giugno a Breme, fra le risaie della Lomellina.
Per il quinto anno consecutivo l’Ecomuseo del paesaggio lomellino chiamerà a raccolta i migliori cuochi del territorio: di seguito, i piatti e le associazioni presenti alla passerella culinaria di Breme.
- Comitato Palio dl’Urmòn Robbio
Ravioli d’oca
Cotechino e fagioli
Panini con salame d’la duja e cotechino - Comitato folkloristico Tuttinsieme & Pro loco Ceretto
Polenta e frittura
Polenta e zola
Torta allo zola - Gruppo Carnevale Sartirana
Risotto “ad Sartirana”
Dolce di riso - La Compagnia delle pentole Valle Lomellina
Rane fritte alla vallese
Lumache fritte da passeggio - La Scottona Mede
Lingua con bagnetto
Nervetti
Torta di riso - Polisportiva bremese
Frittata alla cipolla
Insalata alla bremese - Pro loco Cergnago
Risotto ai funghi porcini
Trippa della Giuseppina
Torta virulà - Pro loco Cilavegna
Risotto agli asparagi
Frittata agli asparagi - Pro loco Dorno
Risotto con Zucca Bertagnina di Dorno - Volontari Banco di beneficenza Castello d’Agogna
Risotto cui vartìs
Alborelle fritte
Torta di mele e di riso - La Confraternita del Pursé négär di Garlasco sarà presente con piatti freddi
Info: https://www.facebook.com/groups/ecomuseolomellino/ o www.ecomuseopaesaggiolomellino.it.
Il Risorgimento rivive a Palestro
La città di Palestro celebrerà il 157° anniversario della battaglia risorgimentale. Gli organizzatori, che ringrazio di cuore, hanno voluto inserire la presentazione del mio libro Manzoni e la spia austriaca, incentrato su una caccia all’uomo fra le risaie della Lomellina del 1859.
Di seguito, la pagina dedicata alla battaglia del 1859 contenuta nel mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina.
All’alba del 30 maggio, un lunedì, la pioggia scende dal cielo copiosa ingrossando le risaie e i canali artificiali. La IV divisione comandata dal generale Cialdini passa il Sesia e avanza verso Palestro: ne fanno parte le brigate “Savona”, “Regina”, “Bersaglieri Cavalleria” e “Artiglieria”. Allo stesso tempo le divisioni Fanti (II), Durando (III) e Castelborgo (I) si dirigono verso Confienza, Vinzaglio e Casalino. In avanguardia sono il vii e l’viii battaglione Bersaglieri con due pezzi d’artiglieria, che sparano per primi contro un reparto di imperiali che, appostati dietro una barricata, sbarra la strada nei pressi della roggia Gamarra. Il vii battaglione si spiega in ordine di combattimento: la xxvii compagnia a destra, la xxv a sinistra, la xxvi al centro. Continua a leggere “Il Risorgimento rivive a Palestro”
Diciottenne di Brescia vince il Certamen ciceronianum

Dice che il latino è «piacere intellettuale», bello da studiare e «così potente da abbattere le barriere». E che no, non se l’aspettava certo di vincere. Al di là della retorica, e al netto dell’emozione che ha provato salendo sul palco ad Arpino, cittadina in provincia di Frosinone dove si è svolto il Certamen Ciceronianum, Mariachiara Arminio, 18 anni, è stata la più brava di 130 ragazzi di tutta Europa a tradurre e interpretare il pensiero di Cicerone. La due giorni laziale – dice – è anche stata una splendida occasione per creare legami di amicizia: «Ero tra studenti motivati come me, impegnati a fare qualcosa che a tutti noi piace. Non aveva peso la provenienza, il tipo di preparazione, le scuole frequentate». Ed è stata la prima studentessa di liceo Scientifico a vincere. Temeva di partire svantaggiata: «Noi facciamo solo tre ore a settimana, al Classico il doppio; e studiamo Cicerone in quarta, non in quinta, senza affrontare tutte le opere filosofiche».
Primo posto
Eppure si è aggiudicata il gradino più alto del podio (e un assegno da mille euro) davanti a Roberta D’Andrea del Classico Farina-Basile di Messina e a Jules Culot, di Bruxelles. In una gara che chiedeva agli studenti venuti da Belgio, Germania, Polonia (dodici le nazioni partecipanti), oltre che dall’Italia, di tradurre e commentare un brano tratto dal «De Divinatione», in cui lo scrittore spiega i fenomeni della natura con la forza della ragione. «Qualunque cosa viene alla luce, quale che essa sia, è necessario che risalga a una causa naturale cosicché, quand’anche si sia manifestata al di fuori della normalità, tuttavia non possa esistere al di fuori della natura», scrive Cicerone.
L’approccio scientifico
Mariachiara si è trovata a suo agio in quelle parole. Studentessa scrupolosa e appassionata, è convinta che l’approccio scientifico sia di grande aiuto nella traduzione: «Quando ti trovi un testo difficile, quello che aiuta è la capacità di analizzare in modo ordinato, andando per livelli, selezionando le cose importanti». Un’impostazione rigorosa, che non le ha impedito di «aggiungere qualcosa di sé», mentre scriveva. Ad eccellere è abituata («media del 9,64», dice), ma per il Certamen si è preparata in maniera meticolosa con la professoressa Randone, del liceo Calini di Brescia: «dieci ore a settimana, nell’ultimo mese». A fare il tifo per lei, a casa, mamma e papà, entrambi medici («mi hanno trasmesso loro l’amore per il bello, l’arte, la cultura») e la sorella, di qualche anno più piccola, brava a scuola come lei («ma in più fa pianoforte al Conservatorio», dice Mariachiara). Ora la maturità, poi la scelta universitaria: «Non ho ancora deciso quale facoltà – dice – ma questo premio mi ha cambiato le prospettive. Potrei fare ricerca universitaria, in ambito umanistico».
Il suino nero di Garlasco ha la sua sagra
Il nome Pursé négär si deve al fatto che già nel XV secolo Garlasco era uno dei principali mercati di bestiame della Lomellina. Una delle caratteristiche principali della razza era il mantello nero, da cui il termine che, nel dialetto garlaschino, significa “maiale nero”.
La Confraternita del Pursé négär nasce proprio per valorizzare e diffondere la razza autoctona di Garlasco, dei prodotti derivati, dell’indotto socio-economico e della sua cultura gastronomica e culinaria. Particolare attenzione è riservata al ripristino e alla valorizzazione della cultura e delle tradizioni locali, nonché alla salvaguardia e alla prosecuzione della razza “Mora di Garlasco”.
E nel fine settimana Garlasco ospiterà la sagra dedicata al suino nero (nelle foto).
Virgilio, il tempo ritrovato
di Nicola Gardini
Nell’eventualità di una catastrofe totale l’Eneide sarebbe il libro da salvare, perché è l’anticipazione di molti altri libri, ed è una condensazione dell’Odissea e dell’Iliade, i libri più antichi della civiltà occidentale. Quando sant’Agostino, nel De civitate dei, cerca argomenti per affermare la superiorità della nuova religione cristiana, proprio dall’Eneide trae esempi per screditare tutto il paganesimo, perché l’Eneide era assurta a testo di tutta una civiltà, era davvero l’altro vangelo.Continua a leggere “Virgilio, il tempo ritrovato”
Il Trap, Totti e gli asparagi di Cilavegna

Giovanni Trapattoni in Lomellina per assaggiare i prelibati asparagi rosa. L’ex commissario tecnico della Nazionale ed ex allenatore di tante squadre di serie A e straniere ha fatto tappa dai parenti a Gravellona e poi ha proseguito con alcuni amici per l’agriturismo Tenuta Molino Taverna di Cilavegna. Immancabili le fotografie e gli scambi di battute con i clienti del ristorante gestito dalla famiglia Banfi (nella foto, con il Trap). Fra loro, Michele Magli, difensore del Csd Ferrera.
Il “Trap” ha parlato di calcio senza tanti complimenti – racconta Magli – Ha parlato della diatriba in casa Roma fra Totti e Spalletti: non si è schierato, ma ha sottolineato il fatto che Spalletti è un allenatore che non è mai stato giocatore e che di conseguenza fatica a comprendere le ragioni di un giocatore, soprattutto se è una bandiera come Totti.
Al termine del pranzo Trapattoni si è dimostrato molto disponibile a dialogare con i clienti. «Ha ricordato – aggiunge Magli – di quando allenava campioni come Roberto Baggio, Del Piero e Rummenigge: senza tanti giri di parole ha detto che oggi non vede fuoriclasse simili nel nostro campionato di serie A».
Conosci il latino? Ti assumiamo!
