Prontuario per uno stile moderno ed elegante

scansione0002Un programma di scrittura corregge i nostri refusi (preziosa la correzione anche quando si devono scrivere testi in una lingua straniera: combinando Google traduttore e la correzione delle lingue straniere dei programmi di scrittura si possono fare miracoli di comunicazione poliglotta), ma naturalmente non potrà sostituire lo scrivente fino al punto di dargli le doti di chiarezza, stile, eleganza. Per questo, occorre arrangiarsi da soli. Sono doti che non si improvvisano. Un tempo si ammetteva che scrivere è un dono di natura. Oggi si attribuisce molto spazio alla tecnica. In ogni modo è una tecnica che costa fatica e che non si conquista in quattro e quattr’otto.Continua a leggere “Prontuario per uno stile moderno ed elegante”

Come imparare il latino? Parlandolo

cave_canemImparare il latino come l’inglese o il francese. Con lavagna (tabula), pennarello (calamus) e computer (computatorium). Ma niente vocabolari, banditi dai magistri che rabbrividiscono al solo pensiero delle traduzioni con cui «la scuola tramanda nozioni più che sapere. Qui da noi parlano Cicerone, Ovidio e Seneca: gli autori hanno la loro voce, nobile e attuale, e non dobbiamo tradirla» spiega Federico Pirrone, trentenne professore presidente dell’Istituto italiano di studi classici che organizza i corsi di «latino vivo». Un ossimoro per chi pensa che sia morto e stramorto e che, forse, sarebbe meglio abbandonarne lo studio anche al classico. Non per loro, il gruppo di giovani appassionati, studenti e docenti precari, che da qualche tempo si ritrova a Roma in un palazzetto degli anni Venti in via Cosenza, vicino a La Sapienza, per imparare a parlare latino come fecero Virgilio e i suoi contemporanei.Continua a leggere “Come imparare il latino? Parlandolo”

Britannia capta, ferum victorem cepit

ottavianoHo deciso di scrivere questo libro, Viva il latino, per esprimere la mia gratitudine e la mia ammirazione crescente verso una lingua che non solo mi ha aiutato e tuttora aiuta a vivere, ma che ritengo essenziale per la felicità di tutti. Pertanto, volevo anche difendere il latino dagli attacchi e dalle critiche irresponsabili di molti, che parlano per pura ignoranza sia del latino sia delle grosse questioni che lo studio del latino comporta: la missione del sapere umanistico, il rapporto tra le scienze cosiddette esatte e le scienze storiche, i concetti stessi di sapere e di formazione, l’idea di utilità, la funzione della cultura nello sviluppo della vita civile, i doveri della scuola, il posto della tradizione nel presente.Continua a leggere “Britannia capta, ferum victorem cepit”

Tutti pazzi per l’italiano, la lingua delle insegne

tuscany
La Toscana, simbolo di italianità all’estero

«La promozione della lingua italiana nel mondo è uno strumento essenziale di politica estera nonché un innegabile fattore di crescita economica». A parlare è il vice ministro degli Esteri Mario Giro, ideatore degli Stati generali della lingua italiana, un progetto lanciato dalla Farnesina per stimolare la diffusione dell’italiano all’estero. Al di là dell’intrinseco valore dell’internazionalizzazione di una lingua in termini di influenza culturale e “soft power”, che non è sfuggito ai cinesi che stanno investendo fior di quattrini per stimolare lo studio del cinese nel mondo, l’utilizzo dell’italiano all’estero è un business: fa vendere di più.

«L’italiano – dice Giro – è la seconda lingua più usata al mondo dopo l’inglese nelle insegne commerciali e nella presentazione dei prodotti». Da una ricerca su dieci Paesi condotta dalla San Pellegrino, è emerso che i consumatori mondiali sono disponibili a pagare il 9% in più per un prodotto con la dicitura “Toscana”. Lo sanno bene le imprese nordamericane, europee e asiatiche che utilizzano nomi italiani, o artifici che rimandano nella mente del consumatore a elementi propri della tradizione italiana, per pubblicizzare i loro prodotti. È l’Italian Sounding dell’enogastronomia o dell’alto artigianato: solo negli Usa le imitazioni dei nostri formaggi fruttano ben due miliardi di dollari. Nel complesso il fatturato dell’italian sounding, nel solo settore agroalimentare, ha superato i 60 miliardi di euro, quasi il doppio del fatturato delle esportazioni nazionali degli stessi prodotti originali. Il fenomeno mostra come, ancora oggi, in un’era di rapide trasformazioni l’Italia e l’italiano sono associati nell’immaginario collettivo alla tradizione di qualità ed eccellenza che caratterizza i prodotti Made in Italy, che secondo Altagamma è percepito come sinonimo di qualità per un valore doppio del Made in France. Non è un caso che non esista uno Spanish o un German sounding. L’italiano evoca qualità del prodotto, ma anche uno stile di vita associato a bellezza ed edonismo. All’estero si dice “live like an Italian” per indicare la libertà di gratificarsi e percepire con tutti i sensi i dettagli che rendono bella la vita.

«A fronte di una narrativa italiana esterofila e pessimista – dice Giro – il numero delle persone che studiano italiano nel mondo continua a crescere. La nostra lingua è un tesoro di influenza e reputazione politica nonché un vettore di sviluppo economico. Bisogna sfruttarlo meglio». Va in questa direzione la decisione del Governo di stanziare 50 milioni nella legge di bilancio per la promozione della lingua italiana all’estero. «Ma non basta: serve uno sforzo collettivo da parte del mondo politico, culturale e delle imprese tutte».
Ancora poche aziende italiane sfruttano il potenziale evocativo dell’Italia, come la Fiat che dell’italianità ha fatto un punto di forza, dallo spot della 500 con la colonna sonora di “Torna a Surriento” al tormentone con la famiglia italiana tutta stipata nell’auto, trionfo dello stereotipo ma che con oltre due milioni di visualizzazioni su YouTube è l’unico spot andato in onda in America dove si parla esclusivamente italiano. Poi c’è Bulgari: il celebre marchio di gioielli nato a Roma nell’Ottocento, ha fatto del legame con la città e il territorio il fulcro della propria strategia creativa e di marketing. Molti dei suoi gioielli sono chiaramente ispirati a mosaici e urbanistica di Roma e l’italiano viene utilizzato per rappresentare tutte le sue collezioni all’estero. Promuovere la lingua italiana non significa solo difendere il passato, ma rilanciare il futuro.

Sara D’Agati

http://www.repubblica.it/economia/affari-e-finanza/2016/10/31/news/tutti_pazzi_per_litaliano_la_lingua_delle_insegne-151056267/

Dario Fo imparò l’arte della recitazione in Lomellina

Dario Fo e la sua infanzia a Sartirana Lomellina: suo primo “maestro di teatro” fu il nonno materno Bristìn. L’ammirazione di Francis Coppola, regista de “Il Padrino“.

scansione0001

«Dazi sull’import di riso? No, siamo realistici!»

martina
Da sinistra, Mario Guidi (Confagricoltura) e il ministro Maurizio Martina

L’Ente nazionale risi guiderà la battaglia contro il Sudest asiatico, che può importare in Europa riso lavorato a dazio zero. A Milano a gennaio l’Italia, affiancata da Spagna, Portogallo, Grecia, Francia, Romania, Bulgaria e Ungheria, richiederà l’immediato ripristino dei dazi alle importazioni da Cambogia e Birmania, aboliti nel 2009. Ma ieri il ministro delle Politiche agricole, Maurizio Martina, ha messo il piede sul freno. «Dobbiamo essere realistici – ha detto prima di parlare al Global Food Forum, organizzato da Confagricoltura a Cascina Erbatici di Mezzana Bigli – Non credo che si debba ingaggiare una battaglia per reintrodurre i dazi doganali sul riso asiatico, ma sostenere i nostri produttori sui mercati attraverso un gioco di squadra che vada a vantaggio di tutta la filiera».Continua a leggere “«Dazi sull’import di riso? No, siamo realistici!»”

Una realtà tutta lomellina: “Chorus Sancti Laurentii”

chorus-sanctii-laurentii2Il primo nucleo vocale del “Chorus Sancti Laurentii” si è formato a Galliavola, nella chiesa di San Lorenzo Martire, per rispondere all’invito di monsignor Elio Caspani, allora reggente la parrocchia, con un impegno che abbinasse alla liturgia, da lui magistralmente condotta, una musica ben concepita ed esteticamente ben eseguita.

Ben presto chi ha accettato questo invito ha scoperto, oltre al piacere di cantare insieme, che lo studio del canto è in realtà un percorso di educazione al bello, la tensione a un’armonia che eleva e sollecita lo spirito. Naturalmente nulla sarebbe stato possibile senza la volontà, la pazienza e la competenza del maestro Antonio Battista, che ha saputo forgiare la capacità dei singoli mettendoli in condizione di arrivare a produrre un fatto musicale compiuto.

La fatica è stata molta, poiché i novelli coristi mostravano sì grande entusiasmo, ma nessuna competenza musicale, anzi, un timore reverenziale verso il pentagramma, il cui linguaggio era ai più del tutto sconosciuto.

Venuto a mancare monsignor Caspani, anche il percorso di servizio nella Chiesa di San Lorenzo Martire ha esaurito la propria spinta vitale. Però rimaneva vivo il desiderio di continuare lo studio della musica come ricerca di armonia e spiritualità. Nel 2011 è stata trovata una nuova “casa” a Lomello, nell’ex chiesa di San Rocco, grazie al sostegno delle varie giunte comunali. Poi l’avventura è continuata con rinnovato slancio con l’arrivo di nuovi coristi ben determinati.

Alla fine di settembre 2013, per unanime volontà, si è costituita l’associazione “Chorus Sancti Laurentii”, con finalità di promozione sociale, civile e culturale, avente per oggetto, in particolare, lo studio e l’esecuzione di ogni genere di musica polifonica, corale e strumentale. L’associazione intende promuovere manifestazioni, concerti, seminari e corsi musicali proponendosi di diventare un riferimento in Lomellina per chi fosse attivamente interessato alla musica come corista o strumentista, o semplicemente come fruitore. A tale fine è previsto che si sviluppino accordi, convenzioni e attività di sostegno verso le realtà già operanti sul territorio. E’ socia dell’Ecomuseo del paesaggio lomellino.

Dal 2012 sono attivi corsi di canto corale a cura delle maestre Veronica Fasanelli e Yoko Noda. Recentemente alla guida del gruppo corale è arrivata la maestra Yuko Boverio, che ha preso il posto di Antonio Battista.

Intensa l’attività concertistica di questi anni: dalla polifonia quattrocentesca al madrigale, dal barocco al Romanticismo con alcune incursioni nel Novecento.

Questa la formazione del coro lomellino

Direttore: Yuko Boverio
Preparazione vocale: Yoko Noda

Soprani: Elisa Broveglio, Arianna Costa, Isabella De Giorgi, Enrica Fasani, Luisa Fasani, Katia Fidanza, Ornella Lopena, Cecilia Paolino, Ivana Zanella.

Contralti: Patrizia Biscalchin, Maria Farinazzo, Agnese Figgiaconi, Alessandra Longo, Nadia Maruzzo.

Tenori: Davide Agapito, Carlo Biscaldi, Marco Broveglio, Francesco Paolino, Vito Paolino, Alejandro Wald.

Bassi: Stefano Boverio, Alessandro Broveglio, Luca Rossi, Ivan Greguoldo, Roberto Zanetti.

Per chi fosse interessato: 333.4209626.

Olivelli ricordato con un francobollo

olivelli-francobolloTeresio Olivelli sarà ricordato con l’emissione di un francobollo commemorativo. L’occasione è fornita dal centenario della nascita del Venerabile Servo di Dio, nato a Bellagio e ben presto si trasferitosi con la famiglia in Lomellina, prima a Zeme e poi a Mortara.

Il francobollo, del valore di 95 centesimi, è stato autorizzato dal ministero dello Sviluppo Economico ed è stampato dall’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato in rotocalcografia, su carta bianca, patinata neutra, autoadesiva e non fluorescente. La tiratura sarà di 600mila esemplari. «La vignetta, opera del bozzettista Claudia Giusto, raffigura un ritratto del Venerabile in uniforme da ufficiale degli Alpini», spiega monsignor Paolo Rizzi, postulatore della causa di beatificazione di Olivelli per la diocesi di Vigevano. Il francobollo sarà in circolazione da sabato 15 ottobre e disponibile negli uffici postali abilitati, gli “Spazio Filatelia” di Roma, Milano, Venezia, Napoli, Trieste, Torino e Genova, e sul sito www.poste.it.

«Nel centenario della nascita di Olivelli – aggiunge monsignor Rizzi, che a commento dell’emissione ha firmato una scheda illustrativa – la diocesi di Vigevano ha promosso diverse iniziative per approfondire il cammino di santità di questo fedele laico dei nostri tempi: l’evento filatelico costituisce un ulteriore riconoscimento pubblico di chi è considerato eroe della fede ed eroe della patria».

Olivelli morì nel campo di concentramento di Hersbruck il 17 gennaio 1945, «martire della fede e della carità».

Sito ufficiale della causa di canonizzazione: http://www.teresioolivelli.it