Una visita alle chiese, alle torri e ai monumenti dell’alta Lomellina, lungo l’antica Via Francigena e sulle orme della battaglia risorgimentale del 1859. Organizza l’Ecomuseo del paesaggio lomellino con il patrocinio del nuovo Gal Risorsa Lomellina.
«Ciao ciao bambina». Nel 1959 Domenico Modugno vinse a Sanremo con Johnny Dorelli cantando Piove. In realtà quella canzone resterà nella memoria per il ritornello: «Ciao ciao bambina», che presto si diffonderà all’estero nella trascrizione inglese «Chiow Chiow Bambeena», in quella tedesca «Tschau Tschau Bambina», in quella spagnola «Chao chao bambina». Dalida la cantò nella versione francese. Il linguista Nicola De Blasi sostiene che la canzone di Modugno e di Dino Verde rappresentò la svolta decisiva nella fortuna internazionale della parola «ciao», la forma di saluto più familiare che si conosca non solo in Italia. In realtà, segnala De Blasi, il termine era già noto oltre i confini nazionali: in un romanzo francese di Paul Bourget del 1893, un personaggio diceva in italiano «Ciaò, simpaticone» e nei primi del Novecento veniva suonato un valzer intitolato «Ciao». Il saluto filtrò ben presto nei film neorealisti e nelle commedie all’italiana nel momento in cui il nostro cinema aveva un successo mondiale.
Mercoledì 18 aprile la prof.ssa Maria Forni ha illustrato la nascita e lo sviluppo del dialetto lomellino al Civico17 di Mortara. Il video completo è disponibile al Civico17 (0384.91805).
Il 30 e 31 maggio 1859 i franco-piemontesi sconfissero gli austriaci nella prima battaglia della Seconda guerra d’indipendenza. Partì dunque da Palestro e dalla Lomellina la campagna militare di re Vittorio Emanuele II e dell’imperatore Napoleone III che porterà alle vittorie finali di Solferino e San Martino. Domani (venerdì 25 maggio) la commemorazione del 159° anniversario inizierà con un ospite d’eccezione: Alessandro Barbero, docente universitario, scrittore e consulente di Rai Storia, sarà alle 20.30 a villa Cappa Pietra di via Indipendenza per una conferenza sulla battaglia e, in generale, sul Risorgimento italiano. Continua a leggere “L’Unità d’Italia partì da Palestro”
La madre di Ricciardino Langosco in cerca del figlio morto (quadro di Pasquale Massacra, primo Ottocento)
Più di mille anni di storia, dai Longobardi al Sacro Romano Impero e alle lotte fra Comuni e signorie medievali fino a oggi. I conti Langosco di Langosco rappresentano una delle cento famiglie millenarie d’Italia e d’Europa: domenica 29 aprile il capo della casata nobiliare, il 72enne Riccardo, arriverà a Langosco, paese d’origine della sua famiglia, per inaugurare il gonfalone comunale e assistere all’intitolazione dell’area davanti alla chiesa ai conti Langosco di Langosco.Continua a leggere “Conti Langosco di Langosco, mille anni di storia”
Maria Forni con Umberto De Agostino alla libreria “Le mille e una pagina” di Mortara
Maria Forni sviluppa il suo pensiero sullo stato di salute del dialetto lomellino in vista dell’incontro “In Lomellina… si dice ancora così? Riflessioni sulla lingua dialettale al giorno d’oggi”, in programma oggi (mercoledì 18 aprile), alle 16.30, alla biblioteca “Francesco Pezza” (Civico17) di Mortara.
«Anche se le statistiche ci mostrano il progressivo decadere del dialetto, affermo con Gian Luigi Beccaria, insigne linguista piemontese appassionato del linguaggio vernacolare, che i dialetti non muoiono, anche se è finito quel mondo che li intrideva, la cultura contadina che li sosteneva. Certamente il dialetto lomellino è in fase conservativa, meno fertile e creativo di un tempo, quando si poteva considerare una lingua, parlata da tutti gli abitanti. Continua a leggere “Il dialetto lomellino resisterà negli anni”
L’arciduca Martino d’Asburgo Lorena Este racconta la storia di Sartirana Lomellina, d’Italia e d’Europa seduto davanti ai quadri dei suoi nonni: Carlo I d’Asburgo, ultimo imperatore d’Austria-Ungheria, esiliato nel 1919 dopo la sconfitta nella Prima guerra mondiale e beatificato nel 2004 da papa Giovanni Paolo II, e Amedeo di Savoia Aosta, viceré d’Etiopia dal 1937 al 1941 e imprenditore agricolo a Sartirana nei primi anni Trenta. Lo stesso Martino, oggi 59enne, ha scelto di coltivare la terra proprio come il nonno e nel 1983, dopo la laurea in Agraria all’Università di Monaco di Baviera, si è insediato a Sartirana, nell’azienda agricola alle spalle del castello di proprietà dei Savoia Aosta fino agli anni Sessanta. Dal matrimonio con la principessa Katharina von Isenburg sono nati Bartolomeo, Emanuel, Elena e Luigi Amedeo, quest’ultimo omonimo del duca degli Abruzzi, celebre alpinista ed esploratore morto nel 1933 in Somalia. Secoli di Storia scorrono nelle parole dell’arciduca: dall’imperatore Carlo V d’Asburgo, sul cui impero non tramontava mai il sole, ad Adolf Hitler, «che odiava gli Asburgo e che volle a tutti i costi incontrare mio zio Ottone senza mai riuscirci».Continua a leggere “«La mia famiglia: Asburgo Lorena e Savoia Aosta»”
Della ricetta, da quasi due secoli, si conoscono solo gli ingredienti (farina di frumento, zucchero, burro, uova, lievito e olio di oliva), ma non quantità e procedure «L’offella – chiarisce Cecilia Rosselli, amministratore unico del biscottificio “Le Specialità” di Parona – è un biscotto di frolla molto semplice nella preparazione, ma posso solo dire che gli ingredienti vanno impastati con cura: da parte nostra continuiamo a produrre questo biscotto, ormai conosciuto in tutto il mondo, nel rispetto della tradizione essendo “produttori concessionari” autorizzati dalla Pro loco, che ne tutela sia la ricetta sia il confezionamento». Continua a leggere “Offella, dolce vanto di Lomellina”