La tassa sui cavalli nella Lomellina spagnola del Seicento

Un esempio dell’imposizione fiscale in vigore in Lomellina durante l’età spagnola è fornito dall’elenco delle terre del principato di Pavia censite nel 1634 da Ambrogio Opizzone, Ambrosio Oppizzone patricio pauese, cioè esponente della nobiltà dell’antica capitale longobarda. Il voluminoso tomo ha come titolo Relatione di tutte le Terre dello Stato di Milano che sono censite distinte provincia per provincia.

La seconda parte del suo lavoro, edito a Milano nel 1644 dagli stampatori Malatesta, tratta delle «gravezze», ossia gli obblighi in materia impositiva addossati alle comunità sottoposte all’autorità spagnola. Anche la letteratura offre svariate dimostrazioni dell’eccessivo carico tributario imposto nel XVII secolo ai territori milanesi. Illuminante il capoverso del dodicesimo capitolo dei manzoniani Promessi sposi, in cui si citano le « insopportabili gravezze, imposte con una cupidigia e con un’insensatezza del pari sterminate ».

Dal meticoloso indice emerge «ciascuna terra della Lumellina, Provincia della Città di Pavia», soggetta a un imponibile denominato “cavalli di tassa sopra il personale” e determinata sulle «teste vive del personale rurale», cioè sui contadini impiegati in ogni comunità del contado. Nel libro di Opizzone è spiegato il motivo di questa scelta: i territori delle province non sono soggetti al “perticato rurale”, ossia la categoria impositiva generalmente riservata al contado. Se ne deduce che più alta è la tassa sui cavalli applicata, più sviluppata è la comunità di riferimento. In Lomellina Mortara deve pagare settanta cavalli e un terzo [la tassa è suddivisa in cavalli “frazionati”], davanti a Sartirana, con trentaquattro cavalli, e a Valle con venticinque cavalli, due terzi, un ottavo, un sedicesimo e un trentaduesimo.

Alcuni esempi: Candia è tassata per quattordici cavalli e un terzo (esclusi i “nobili di Candia” con cinque cavalli e due quarti), Sannazzaro (S. Nazaro de Burgundijs) con Ferrera con quattordici cavalli e tre quarti, Breme con dodici cavalli e tre quarti, Mede con undici cavalli e due terzi (oltre ai “nobili di Mede” con due terzi e due quarti, e la cascina Ragnera con un quarto e un ottavo), Zeme con undici cavalli e due quarti, Lomello con otto cavalli e tre quarti, Semiana (Samignana) con tre cavalli e tre quarti (oltre ai “nobili di Samignana” con due cavalli e un ottavo), Cozzo con tre cavalli e due quarti, Torre Beretti (Torre di Beretta) con due cavalli e un quarto, e due cascine di Zeme (Sant’Alessandro con un terzo e un ottavo, e Marza con un terzo).


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Pubblicato da Umberto De Agostino

Giornalista (quotidiano La Provincia pavese, settimanale L'Informatore lomellino di Mortara e undici periodici comunali) e direttore dell'Ecomuseo del paesaggio lomellino. Già autore per Fratelli Frilli Editori (Il brigante e la mondina, La contessa nera, Manzoni e la spia austriaca).

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