Alberto Fortis si è esibito sabato 6 luglio a Mede Lomellina, al Green bar di via Matteotti. Questa l’intervista uscita giovedì 4 luglio sul quotidiano La Provincia pavese.
Sabato sera Alberto Fortis sarà a Mede per un concerto sotto le stelle. Il cantautore si esibirà sul palco del Green Bar di via Matteotti forte del nuovo singolo, “Maharajà”, uscito in anteprima su YouTube e, da domani, anche in via ufficiale. L’autore di “Milano e Vincenzo”, “La sedia di lillà” e “Settembre” si racconta in vista del concerto che inizierà alle 21.30 e che vedrà protagonista anche Ivan Cattaneo, con punto ristoro a cura dell’associazione 115 Amici dei pompieri.
Fortis, che cosa proporrà a Mede?
«Suonerò per circa un’ora rispetto all’ora e tre quarti di un concerto standard: sarà uno spettacolo per pianoforte e voce mentre scorreranno i filmati della mia carriera artistica. Un itinerario che partirà dagli albori fino ai brani più recenti, fra cui il nuovo singolo “Maharajà”, di cui gira un’anteprima di trenta secondi su YouTube».
Può anticipare qualcosa sul singolo?
«Sia per ritmica sia per contenuto è una ripresa di “Milano e Vincenzo”, un’edizione aggiornata del brano del 1979 che parlava del controllo del potere da parte di persone che non comprendono la natura dell’arte, ma solo quella degli interessi economici. Tematica attuale, anche per via delle guerre e dei tanti disequilibri cui assistiamo in questi anni».
Nel 1979 “Milano e Vincenzo” prendeva di mira il discografico Micocci.
«Sì, ma è storia passata. Nel 2010 andai da Carlo Conti e cambiai “ti ammazzerò” con “t’abbraccerò”. Era presente in studio la famiglia di Micocci, fra cui il figlio Francesco, mio grande amico. È anche risaputo che lo stesso Vincenzo intitolò la propria autobiografia “Vincenzo, io ti ammazzerò”».
Il suo primo album del 1979 è inserito alla 79esima posizione fra i 100 dischi italiani più belli di sempre.
«Molti ricordano più facilmente “A voi romani” e “Milano e Vincenzo” per via dei testi molto diretti. Ho già spiegato più volte che “A voi romani” è una critica al potere, a tutte le forme di potere, e non una polemica con gli abitanti della Capitale. Di quell’album, invece, io vorrei ricordare un brano che mi è caro, “Il Duomo di notte”, apprezzato a livello internazionale».
Lei è molto attento alle potenzialità delle reti sociali.
«Credo che le piattaforme e i social siano una materia affascinante per chi fa questo mestiere. Fra l’altro, io sono anche regista e quindi apprezzo la multifunzionalità di questi mezzi di comunicazione. Il web ormai da anni ha tracciato un solco per le giovani generazioni ed è giocoforza, nella nostra epoca, utilizzarlo al meglio. Inoltre, mi piace scrivere piccoli testi di canzone da abbinare a video da me diretti».
Che cosa pensa dei talent show?
«Qualcosa di buono c’è, ma mi rivolgo a quelli che stanno nella stanza dei bottoni: devono osare di più senza costruire artisti a tavolino solo perché quel genere è di tendenza e di moda in quel preciso istante. Devono spendere tempo e denaro per investire su giovani realmente e artisticamente validi per far emergere la qualità e la sostanza, oltre alla forma. Se io ascolto venti canzoni simili, a un certo punto non avverto più lo stimolo sensoriale. Io dico no alla legge dei grandi numeri per la prospettiva di un fatturato veloce: i castelli di carta non rimangono in piedi a lungo».
Questa è la cronaca del concerto uscita lunedì 8 luglio.
Per il bis finale Alberto Fortis ha scelto “La sedia di lillà”. E quando ha intonato la prima strofa, «Stava immobile nel letto con le gambe inesistenti», il folto pubblico gli ha dimostrato tutto il suo affetto con un lungo applauso. Sabato la serata sotto le stelle promossa dal Green bar di via Matteotti è stata un tuffo nel passato musicale di Fortis e di Ivan Cattaneo, due artisti noti al grande pubblico per i loro successi a cavallo degli anni Settanta e Ottanta. L’evento inserito nella Notte bianca medese, a partire dalle 19, ha calamitato in via Matteotti più di 400 persone attirate dall’offerta sia musicale sia gastronomica del punto ristoro dell’associazione 115 Amici dei pompieri. Fortis e Cattaneo erano sul posto già nel tardo pomeriggio per provare strumenti e apparecchiature. «Presenterò il mio nuovo singolo, “Maharajà”, diffuso però solo da cd, e una carrellata di brani della mia carriera», anticipava Fortis ai piedi del palco. Cattaneo, che è di casa in Lomellina, ha fatto una promessa: «Stasera farò cantare e divertire tutto il pubblico di Mede».
Il primo a salire sul palco è stato il cantautore milanese di adozione per esibirsi solamente con tastiere, armonica e tamburello. Sotto il palco, tanti giovani di oggi e del 1979, quando Fortis pubblicò un album con il proprio nome che sarà inserito al 79esimo posto nella classifica dei cento dischi italiani più belli di sempre. In un’ora e mezza di musica, Fortis ha eseguito i cavalli di battaglia più noti: da “Milano e Vincenzo”, in cui ha mantenuto la strofa originale del 1979 («Vincenzo, io ti ammazzerò») e non quella riveduta a posteriori («Vincenzo, io ti abbraccerò»), “Nuda e senza seno”, “Il duomo di notte”, “La locomotiva”. Alle sue spalle, il passaggio dei video relativi ai vari brani. Prima di lasciare il palco, l’attesa “Settembre”, brano del 1981 cantato fra il pubblico da giovani e meno giovani. Poi il bis con “La sedia di lillà”.
A seguire, Ivan Cattaneo ha catturato il pubblico con l’innato entusiasmo. «Siete molti di più rispetto all’anno scorso», ha esordito. Poi vari brani, fra cui quelli degli album di maggior successo: “Duemila60 Italian Graffiati” del 1981 e “Bandiera gialla” del 1983.
Le video interviste qui: laprovinciapavese.gelocal.it/pavia/cronaca/2024/07/08/video/mede_alberto_fortis_in_concerto-14458589
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