A Ron-Rosalino Cellamare il premio Tenco alla carriera

Sul palco di Sanremo aveva debuttato nel 1970, a soli sedici anni, cantando Pa’ diglielo a ma’ in coppia con Nada. Si faceva chiamare con il solo nome di battesimo, Rosalino. E venerdì 19 ottobre Ron, all’anagrafe Rosalino Cellamare, è ritornato al teatro Ariston di Sanremo per ritirare il premio alla carriera nel corso della 46esima Rassegna della canzone d’autore, più nota come Premio Tenco.

Giovedì 19 ottobre, durante la serata di apertura, il cantautore lomellino ha interpretato “Lontano lontano” di Luigi Tenco e, la sera successiva, il ritorno sul palco per la cerimonia ufficiale. «Ricevere il Tenco a questo punto della mia carriera – ha detto il 70enne cantautore garlaschese – ha un sapore bello e inaspettato. La canzone d’autore è una dimensione che ancora esiste e resiste, ed è importante celebrarla. E non potevo non farlo se non cantando la meravigliosa “Lontano lontano” dell’immenso Luigi Tenco. Continuerò a giocare con la musica per mantenere vivi tanti pezzi di un puzzle che piano piano sto componendo ancora oggi. Felice di tutto questo, ringrazio infinitamente tutti».

Rosalino sul palco dell’Ariston

Queste le motivazioni firmate dalla giuria per il premio a Rosalino Cellamare: «Quello che poteva sembrare il tipico sprint di un giovanissimo cantante, destinato, al pari di tanti altri, a qualche quarto d’ora di meritata celebrità, si è rivelato invece la marcia costante e inarrestabile, costellata di numerosi grandi successi scritti per sé e per altri grandi cantautori, di un artista caparbio e meticoloso, capace di crearsi una carriera di lungo corso. La sua affermazione anche presso il grande pubblico dimostra come si possano congiungere freschezza e intelligenza, e come sia possibile esprimere versi poetici con orecchiabilità ritmica».

La musica abita da sempre nella vita di Rosalino Cellamare, da quando ancora adolescente a Garlasco frequentava le lezioni di pianoforte dalla maestra Adele Bartoli. Poi il debutto a Sanremo del 1970 e un crescendo di successi. Nel febbraio 1973 pubblica il suo primo album, “Il bosco degli amanti” e a novembre esce il secondo album, “Dal nostro livello”, che contiene “Era la terra mia” e “I bimbi neri non san di liquerizia”, con canzoni tratte dai temi di alcuni alunni figli di emigrati di una scuola elementare di Cinisello Balsamo, musicati dallo stesso Ron e adattati per i testi da Gianfranco Baldazzi. Il progetto diventerà un tour prodotto dal Piccolo Teatro di Milano. Poi il celebrato “Banana Republic” del 1979 con l’amico Lucio Dalla, molto spesso ospite in Lomellina, e Francesco De Gregori. Negli anni Ottanta la vittoria al Festivalbar con “Anima” (1982) e il grande successo con il singolo “Joe Temerario” (1984). Nel 1996, in coppia con Tosca, Ron vince il Festival di Sanremo con il brano “Vorrei incontrarti fra cent’anni”.

Molto forte e costante il legame con Garlasco. Nel novembre 2006 ha tenuto due concerti al teatro Martinetti e, due anni dopo, ha cantato in piazza della Repubblica per aiutare l’oratorio parrocchiale “San Giovanni Bosco”. Nel 2010 la fondazione della scuola-laboratorio di musica “Una città per cantare” in via Ss. Trinità.


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Pubblicato da Umberto De Agostino

Giornalista (quotidiano La Provincia pavese, settimanale L'Informatore lomellino di Mortara e undici periodici comunali) e direttore dell'Ecomuseo del paesaggio lomellino. Già autore per Fratelli Frilli Editori (Il brigante e la mondina, La contessa nera, Manzoni e la spia austriaca).

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