Vandelli a Olevano di Lomellina. Fra Battisti e John Lennon

Maurizio Vandelli rappresenta la storia più nobile e amata della musica leggera italiana. È sufficiente citare il suo gruppo, Equipe 84, e Lucio Battisti, con cui collaborò per anni e di cui fu amico sincero. Lunedì 29 luglio, alle 21.30, a Olevano di Lomellina l’80enne musicista e cantante modenese salirà sul palco di piazza della Libertà (davanti al municipio) per chiudere la rassegna musical-gastronomica Anguriando, promossa dal Comune e dalla Pro loco. Al suo fianco il quintetto composto da Alessio Saglia (tastiere), Massimiliano “Gens” Gentilini (basso), David Casaril (batteria), Gian Marco Bassi (chitarra solista) e Claudio Beccaceci (chitarra ritmica). Prevendite dei biglietti sul sito www.liveticket.it. Oggi Vandelli ha parlato da un battello in navigazione da Napoli a Capri, a fianco del figlio Andrea.

Quali brani proporrà a Olevano?

«Nell’ora e mezza di concerto ci saranno i pezzi più famosi dell’Equipe 84, in cui sono stato cantante solista dal 1962 al 1979, e alcuni tratti dall’ultimo cd dedicato a Battisti. Ovviamente non potranno mancare canzoni come “Io ho in mente te”, che ci portò al successo nel 1966. Nello stesso anno pubblicammo “Bang bang”, cover italiana del successo scritto da Sonny Bono per Cher. L’anno successivo Battisti mi propose la canzone “29 Settembre”, che da allora è un mio cavallo di battaglia. E suoneremo anche “Tutta mia la città”, pezzo del 1969 con testo di Mogol».

Come definisce il suo rapporto con Battisti?

Battisti e Vandelli nel 1969

«Fraterno nel senso letterale del termine: un fratello che rimarrà sempre nel mio cuore. Parlare di musica con lui era straordinario. Il binomio Mogol-Battisti, poi, è insuperabile: al primo posto della musica italiana. Pensate solamente al testo di “Emozioni”. Una strofa come “E guidare come un pazzo a fari spenti nella notte per vedere se poi è tanto difficile morire” meriterebbe l’Oscar. A chi mi chiede qual è la mia canzone preferita, non saprei rispondere con certezza. Forse “Nel cuore, nell’anima”, forse “Io vorrei, non vorrei, ma se vuoi”».

E due anni fa lei ha ricordato Lucio con “Emozioni garantite”.

«Si tratta di un progetto discografico composto da un libro-disco contenente un cd con tredici canzoni, un secondo cd con le basi e un libro a cura di Massimo Cotto. Ne ho estratto un singolo, “7 e 40 (Mogol-Battisti)”. Il progetto è interamente dedicato a Battisti e contiene solo brani per cui collaborai nella registrazione originale in studio».

Che cosa ricorda del suo incontro con John Lennon?

«Ero a Londra con amici comuni. A un certo punto ci ritroviamo in una stanza piena di strumenti musicali e così iniziamo un’improvvisata jam session. Fra gli strumenti etnici c’è anche un koto, la cetra giapponese, che inizio a suonare in un tripudio di note proprio accanto a Lennon. La luce è molto bassa e faccio fatica a individuare le persone. A un certo punto sento che una persona nell’oscurità sta disturbando la nostra musica. Così la prendo a male parole invitandola a smettere. A quel punto Lennon si volta verso di me e dice: “She’s my wife”. Era sua moglie Yoko Ono. Ma lo disse con un sorriso beffardo. Pensai subito che, sotto sotto, mi stava dando ragione…».

Gli anni Sessanta sono “sempre sempreverdi”?

«Nei giorni scorsi ho tenuto un concerto in cui centinaia di giovani cantavano le mie canzoni mentre io mi staccavo dal microfono. Andavano in automatico. E questo a quasi sessant’anni dall’uscita di “Io ho in mente te”. Come se, quando ero giovane io, avessi canticchiato i brani di Tito Schipa o di Beniamino Gigli, con tutto il rispetto per loro. La nostra musica rimarrà sempreverde e ciò mi rende molto felice».

È mai stato a Olevano di Lomellina?

«No. Mi hanno detto che canterò in una piazza. Ma quanto pubblico può contenere?».


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Pubblicato da Umberto De Agostino

Giornalista (quotidiano La Provincia pavese, settimanale L'Informatore lomellino di Mortara e undici periodici comunali) e direttore dell'Ecomuseo del paesaggio lomellino. Già autore per Fratelli Frilli Editori (Il brigante e la mondina, La contessa nera, Manzoni e la spia austriaca).

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