A Mortara ci sarebbero non meglio precisati “ornamenti di cattivo gusto” e Lomello ospiterebbe “la basilica di San Giovanni Battista e un altro luogo imperdibile: il Castello Visconteo”. Sono solamente alcuni degli strafalcioni storico-architettonici individuati in rete dall’Ecomuseo del paesaggio lomellino, che ora si affida all’avvocato vigevanese Michela Magagnato per denunciare il danno d’immagine e difendere il buon nome della patria delle risaie.
Secondo gli esperti, il colpevole di queste bufale strampalate sarebbe l’intelligenza artificiale. «L’Ecomuseo – spiega il presidente Francesco Berzero – lavora dal 2008 per tutelare e promuovere i castelli, le aziende agricole, i prodotti tipici, le bellezze artistiche e architettoniche della Lomellina: aver scoperto che due siti, nello specifico iccivitella.it e venere.it, diffondono tali castronerie ci ha messo in allarme e così abbiamo contattato l’avvocato Magagnato». Siti che sembrerebbero avere origine in Spagna e in Romania. E il danno d’immagine appare evidente. «Senza dubbio – anticipa l’avvocato vigevanese – queste false informazioni gettano cattiva luce sulla Lomellina e possono portare a un minor afflusso di turisti nel periodo primaverile, con un chiaro danno economico per le aziende agricole e i gestori dei luoghi da visitare. A breve, dietro mandato dell’Ecomuseo, procederò con un esposto alla Procura della Repubblica».
Il sito iccivitella.it «si occupa di articoli di ogni genere e di buona qualità, scritti da esperti e professionisti che conoscono bene il settore di cui trattano». Nella pagina “La zona del Pavese con Mortara”, però, le inesattezze sono numerose. La città dell’oca sarebbe conosciuta “come la “Barbieri della lirica” in omaggio all’opera Il barbiere di Siviglia di Rossini” e ospiterebbe il teatro Coccia, che in realtà si trova a Novara.
Molto più numerosi gli svarioni nel sito venere.it. Se si cerca Vigevano, si legge che un piatto tipico sarebbe la zuppa pavese, nata invece, come chiarisce l’aggettivo, a Pavia, e che la città sarebbe diventata celebre grazie al duca Ludovico II Gonzaga e non, come avvenne realmente, al duca Ludovico Maria Sforza detto il Moro. Inoltre, a Ferrera Erbognone si possono visitare “il Palazzo municipale, esempio di architettura rinascimentale, la chiesa di San Pietro e il Parco dei Fontanili” e a Velezzo Lomellina “il santuario della Madonna del Pilastrello”, in realtà della Madonna del Soc (nella foto in evidenza). Poi altre chicche: a Valle Lomellina esiste un “imponente duomo, splendida cattedrale costruita nel XVI secolo”, Breme è attraversato dai “fiumi Staffora e Curone”, in realtà torrenti dell’Oltrepò e del Tortonese, e a Candia Lomellina si possono visitare il “castello, una maestosa fortezza costruita nel XV secolo che ospita il Museo civico, piazza Vittorio Emanuele e la chiesa di Santa Maria Maggiore, risalente al XV secolo”. Per la cronaca, né a Candia né a Valle esiste alcun luogo descritto dalla famigerata intelligenza artificiale…
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