La Via Francigena fra battesimi inglesi e conversioni finlandesi

«Nel 2011 a Mortara sono passati due giornalisti di Saint’Etienne, con un mulo di nome Ottavio che nella notte ha rasato il prato. Avevano un carrettino plastificato, in cui trasportavano le figlie di quattro e due anni e la più piccolina di sette mesi, che succhiava ancora il latte della mamma».

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Mortara, città assediata dai Franco-Savoiardi

Dal capitolo “Un secolo di sangue e di devastazioni” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie

Parte quarta

Quello di Mortara è il secondo assedio, dopo Breme, che resterà nella storia di questa sfibrante guerra. Lo dirige il duca di Modena, che a causa di una malattia contratta in quei giorni morirà un mese dopo la resa della “fortezza reale primaria di Lumellina”, difesa dai pochi spagnoli superstiti e dagli stessi abitanti.

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Saccheggi, omicidi e incendi da Palestro a Dorno

Dal capitolo “Un secolo di sangue e di devastazioni” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie

Parte terza

La guerra franco-spagnola proseguirà ancora per molti anni e la Lomellina dovrà subirne le conseguenze più funeste, con rapine, incendi e saccheggi.

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L’assedio e la presa della fortezza di Breme

Dal capitolo “Un secolo di sangue e di devastazioni” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie

Parte seconda

E arriviamo al 1638, primi giorni di marzo, quando l’esercito del re di Spagna si muove verso il Sesia per affrontare i “collegati”.

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Il Seicento, secolo di morte in Lomellina

Dal capitolo “Un secolo di sangue e di devastazioni” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie

Parte prima

Nel XVII secolo la Lomellina è teatro di diversi conflitti armati, che lasciano una funesta scia di sangue e di distruzione. S’inizia con la prima guerra per la successione del Monferrato. E la seconda, iniziata nel 1627, farà arrivare la peste in Lomellina.

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Il Po, zona franca fra Lomellina e Tortonese

Dal capitolo “Il Po e la libertà” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie

Parte seconda (e ultima)

Nei secoli successivi chi parlerà ancora della liberazione del cardinale sulle rive lomelline del Po?

« Nel XVII secolo segnaliamo il pittore barocco Giovanni Carlo Saraceni, il bolognese Pompeo Vizzani e il pavese Anton Maria Spelta, che cita Guicciardini, Giovio e Vasari descrivendo però l’evento come un’impresa eroica. I personaggi nobili sono avvicinati a “novelli Ercoli e arditi Marti”, mentre l’autore coinvolge anche il nobile Gentile Beccaria, casata che nel 1602, quando scrive lo Spelta, aveva da decenni perso il posedimento a favore degli Isimbardi, feudatari di Cairo dal 1467. Poi ci sono Gonzalo de Illescas, Scipione Ammirato, Giovan Battista Pietragrassa, Antonio di Paolo Masini e lo storico alessandrino Girolamo Ghilini. In ambito artistico, Giovanni Stefano Danedi, detto il Montalto, affresca il salone di palazzo Isimbardi, a Cairo, su commissione del marchese Pietro Isimbardi. A noi è pervenuta una versione restaurata nel 1931, che potrebbe aver perso alcuni dei suoi caratteri originali.

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Pieve del Cairo libera il futuro papa Leone X

Dal capitolo “Il Po e la libertà” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie

Parte prima

Professore, nel XVI secolo Cairo e la sua Pieve diventano celebri per la liberazione del cardinale de’ Medici, figlio di Lorenzo il Magnifico e futuro papa Leone X. Perché il porporato si trovava in Lomellina?Continua a leggere “Pieve del Cairo libera il futuro papa Leone X”

Vigevano fra Ludovico e Leonardo

Dal capitolo “Intrighi e capolavori nella “città ideale” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie

Parte seconda (e ultima)

Ora arriviamo a Vigevano, la città nel cuore del Moro, il quale concepisce il progetto di una vasta tenuta di caccia e con valenza produttiva nella valle del Ticino. Al centro, una cascina a pianta quadrata. Continua a leggere “Vigevano fra Ludovico e Leonardo”