Dal capitolo “Il Po e la libertà” del mio libro Fatti d’arme e condottieri in Lomellina. Duemila anni di battaglie
Parte seconda (e ultima)
Nei secoli successivi chi parlerà ancora della liberazione del cardinale sulle rive lomelline del Po?
« Nel XVII secolo segnaliamo il pittore barocco Giovanni Carlo Saraceni, il bolognese Pompeo Vizzani e il pavese Anton Maria Spelta, che cita Guicciardini, Giovio e Vasari descrivendo però l’evento come un’impresa eroica. I personaggi nobili sono avvicinati a “novelli Ercoli e arditi Marti”, mentre l’autore coinvolge anche il nobile Gentile Beccaria, casata che nel 1602, quando scrive lo Spelta, aveva da decenni perso il posedimento a favore degli Isimbardi, feudatari di Cairo dal 1467. Poi ci sono Gonzalo de Illescas, Scipione Ammirato, Giovan Battista Pietragrassa, Antonio di Paolo Masini e lo storico alessandrino Girolamo Ghilini. In ambito artistico, Giovanni Stefano Danedi, detto il Montalto, affresca il salone di palazzo Isimbardi, a Cairo, su commissione del marchese Pietro Isimbardi. A noi è pervenuta una versione restaurata nel 1931, che potrebbe aver perso alcuni dei suoi caratteri originali.
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