Il comico genovese era stato invitato da Remo Danovi, titolare dello studio legale milanese fondato nel 1936 dal padre Sandro, originario appunto di Frascarolo, e dal figlio Filippo Danovi, erede dello studio. Altro ospite di riguardo è stata Marta Cartabia, già presidente della Corte costituzionale e ministro della Giustizia nel governo Draghi, arrivata da Parigi in Lomellina con la scorta per partecipare alla festa di uno degli studi legali più noti di Milano. Grillo non ha rilasciato interviste, ma si è mostrato disponibile a chiacchierare con i vari ospiti che gli venivano presentati durante l’aperitivo sotto i portici del Museo del contadino, fondato nel 2002.

Al suo fianco l’avvocato Matteo Gozzi, che rappresenta Grillo insieme al collega Giulio Enea Vigevani dello studio legale Melzi d’Eril-Vigevani. «Abbiamo invitato Beppe – spiegava sabato sera Remo Danovi, decano degli avvocati milanesi e dal 2002 al 2004 presidente del Consiglio nazionale forense – per la nostra serata di gala a Frascarolo: con noi c’era anche il nostro avvocato Matteo Gozzi, che dall’anno scorso segue Grillo nella causa contro Conte». Lo stesso Gozzi ha riassunto il procedimento civile in corso. «Al momento è fermo – ha chiarito il docente di Diritto processuale civile all’Università degli Studi di Milano-Bicocca – La prossima udienza dovrebbe tenersi a gennaio: per quanto riguarda la motivazione, noi sosteniamo che la titolarità del diritto di utilizzo del nome e del contrassegno del partito, già oggetto di accertamento da parte della Corte d’appello di Genova del 2021, appartenga a Grillo. L’azione legale dovrebbe portare all’inibizione dell’uso del nome e del simbolo da parte di Conte e del partito di cui è presidente».

Esistono tre diverse associazioni, seppur omonime, ma proprio la Corte d’appello di Genova, all’esito di un’azione proposta dal curatore originale del simbolo, aveva dichiarato che Grillo è l’unico titolare del diritto di utilizzo del contrassegno e del nome Movimento 5 Stelle. In sostanza, nome e logo sono dell’associazione M5S con sede a Genova, mentre quello con sede a Roma li avrebbe solo «in uso». Ma al di là della causa legale, perché Grillo ha agito proprio adesso? Fonti vicine al fondatore spiegano che si tratterà di un «processo documentale», con poche persone chiamate a deporre e quindi dai tempi rapidi. Sul processo, però, aleggia il salto a ostacolo delle elezioni politiche del 2027: se si arrivasse a sentenza prima di quella data, Grillo potrebbe riappropriarsi di nome e simbolo arrivando addirittura a mettere a rischio il progetto politico del Campo largo.
Dopo il risotto e prima della torta finale, Remo e Filippo Danovi hanno preso il microfono di fronte al quartetto d’archi nel cortile del castello. «Mio padre Sandro nel 1936 partì da Frascarolo per fondare uno studio legale a Milano – ha detto Remo Danovi, 87 anni – Io ho sempre mantenuto un forte legame con Frascarolo, dove ho frequentato la scuola elementare e dove scendevo sulle rive del Po, allora dalle acque limpide. Ho voluto rafforzare questo legame personale anche dando vita al Museo del contadino, alla collana Quaderni della Lomellina e all’associazione Amici del Museo in Lomellina». «Questa sera – ha riassunto Filippo Danovi – abbiamo voluto unire le origini lomelline alla professione milanese».
Lascia un commento