Anche Pavia, con il vino e i salumi di Varzi e di Mortara, e la Lombardia plaudono al decreto firmato dal ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che rafforza il ruolo dei consorzi di tutela delle Dop e Igp introducendo nuovi strumenti per sostenere la crescita del settore, valorizzare i territori e affrontare le sfide dei mercati globali. Decreto giudicato come «un passo avanti per la promozione e la competitività delle produzioni a Indicazione geografica».
«Accolgo con grande favore – dice Alessandro Beduschi nella duplice veste di assessore regionale all’Agricoltura e di presidente dell’Associazione delle regioni europee per i prodotti d’origine (Arepo) – questo provvedimento, che riconosce ai consorzi un ruolo sempre più centrale nella difesa e nella valorizzazione delle nostre eccellenze agroalimentari. Con questo decreto le Indicazioni geografiche vengono finalmente riconosciute per ciò che sono: non semplici marchi di qualità, ma autentici strumenti di sviluppo economico territoriale. I consorzi non saranno più soltanto organismi di controllo e promozione, ma soggetti sempre più protagonisti nella gestione delle filiere, nella programmazione strategica e nella valorizzazione del legame tra prodotto, territorio e comunità».
Il sistema italiano delle Indicazioni geografiche continua a confermarsi un’eccellenza a livello internazionale: la cosiddetta Dop Economy vale oggi 20,7 miliardi di euro alla produzione, mentre l’export delle produzioni certificate ha superato nel 2024 i 12 miliardi di euro. L’Italia, inoltre, mantiene il primato europeo per numero di prodotti Dop e Igp riconosciuti. In questo contesto la Lombardia si conferma una delle realtà leader del settore: la Dop Economy regionale ha raggiunto nel 2024 un valore complessivo di 2,9 miliardi di euro, in crescita del 13% rispetto all’anno precedente, grazie al lavoro di oltre 8.200 operatori e a un patrimonio di 75 prodotti certificati tra Dop, Igp e Stg (Specialità tradizionale garantita). Il nuovo decreto ministeriale amplia in modo significativo le competenze dei consorzi di tutela. Accanto alle tradizionali attività di vigilanza, promozione e valorizzazione delle denominazioni, vengono attribuite nuove funzioni in materia di raccolta e gestione dei dati, programmazione e strategia di filiera, regolazione dell’offerta, promozione del turismo legato alle produzioni certificate e adozione di pratiche orientate alla sostenibilità ambientale, economica e sociale. Il provvedimento, inoltre, rafforza gli strumenti di contrasto alle contraffazioni e agli usi impropri delle denominazioni, anche negli ambienti digitali, introducendo nuove misure per garantire trasparenza, rappresentatività e solidità consortile.
La mappa dei prodotti tutelati di Lomellina, Pavese e Oltrepò
Dal vino ai salumi attraverso i formaggi: questa la mappa dei prodotti a Denominazione d’origine protetta (Dop) e a Indicazione geografica protetta (Igp) di Pavese, Oltrepò e Lomellina riconosciuti dalla Regione Lombardia. Il regno del calice è l’Oltrepò, il cui vino Dop può essere rosso, bianco e spumante: le uve vanno dal Pinot Nero al Barbera e al Riesling. Queste le caratteristiche: sono vini freschi e fruttati, con una buona struttura, ideali con piatti di carne e formaggi.
Corposo l’elenco dei vini oltrepadani Dop e Igp: Provincia di Pavia Igp, Bonarda dell’Oltrepò Pavese Dop, Buttafuoco dell’Oltrepò Pavese Buttafuoco Dop, Casteggio Dop, Oltrepò Pavese Dop, Oltrepò Pavese metodo classico Docg, Oltrepò Pavese Pinot grigio Dop, Pinot nero dell’Oltrepò Pavese Dop e Sangue di Giuda Dop. In questa lista si può includere anche il San Colombano Dop, che prende il nome dal paese del Lodigiano al confine del Pavese, per via delle superfici vitate presenti a Miradolo Terme e a Inverno e Monteleone.

La salumeria lombarda è rinomata per tecniche di lavorazione antiche: fra gli insaccati protetti ci sono il salame di Varzi Dop, salume tipico dell’Oltrepò Pavese a grana grossa, e il salame d’oca Igp di Mortara. In quest’ultimo, i tagli di carne sono costituiti dal 30-35% ricavato dalle parti magre dell’oca, dal 30-35% dalle parti magre del suino, come coppa del collo, spalla o altre parti magre, e dal 30-35% dalle parti grasse del suino, come pancetta o guanciale.

Infine, la provincia di Pavia è riconosciuta anche come area di produzione del Gorgonzola Dop, del Grana padano Dop, del Quartirolo lombardo Dop, parallelepipedo quadrangolare a facce piane con scalzo diritto e dal sapore leggermente acidulo, e del Taleggio Dop.
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