Lomellina e Pavese prime zone risicole d’Europa

Le risaie italiane nel 2025 sono aumentate di 8.600 ettari (+ 3,8%): il dato ufficiale, dopo i consueti sondaggi nel corso dell’anno fra i 3.500 produttori di tutta Italia (di cui 1.260 lomellini e pavesi), arriva dall’Ente nazionale risi. L’anno scorso la superficie era pari a 226.100 ettari, che è salita a 234.700.

Queste cifre rappresentano una buona prospettiva anche per Lomellina e Pavese, che nel 2023 avevano riconquistato il primato nazionale della risicoltura con 80mila ettari coltivati, contro i 72mila di Vercelli e i 33.800 di Novara. «Il sondaggio finale sulle intenzioni di semina per il 2025 – spiega l’Ente risi, presieduto da Natalia Bobba – presenta un aumento complessivo delle superfici coltivate del 4,1% rispetto all’anno precedente: ciò dimostra la fiducia dei risicoltori di tutta Italia, che allo stesso tempo hanno dimostrato un convinto senso di responsabilità, speriamo al pari di tutti gli altri attori della filiera. Circa le singole varietà, registriamo un balzo in avanti, in particolare, delle varietà da risotto».

Il gruppo dei risi Carnaroli ha registrato un aumento della superficie coltivata di circa 2.300 ettari rispetto all’anno scorso: i 24.550 ettari rappresentano una delle maggiori superfici coltivate nella storia di questa varietà. Secondo la tabella definitiva, emerge un forte aumento del gruppo Baldo e similari (da 18mila a 28.100 ettari, +55%), delle varie del Lungo A (da 5mila a 7.500, +55%) e del Centauro (da 3.500 a 4.600 ettari, +32%). Fra i medi e i Lungo A si registra una netta crescita del Sant’Andrea, che passa da 2.200 a 3.100 ettari (+ 41,6%), e dell’ Arborio, da 16.300 a 19.300 (+18%). Crollo di Lido e similari: da 1.700 a 900 ettari (-48%). Lievissimo aumento per il Lungo B: da 44.600 a 46.200 ettari (+3,6%).

«Un recente studio commissionato da Ente risi – ricorda Bobba – aveva evidenziato un forte aumento del consumo di riso sul territorio nazionale (+ 7% circa): parte rilevante della collocazione del prodotto. Lo stesso studio confermava che ormai un consumatore su due si alimenta abitualmente con riso e questo grazie alla sempre maggiore diffusione di piatti come il sushi e la poke, un tempo poco conosciuti in Europa».


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Pubblicato da Umberto De Agostino

Giornalista (quotidiano La Provincia pavese, settimanale L'Informatore lomellino di Mortara e undici periodici comunali) e direttore dell'Ecomuseo del paesaggio lomellino. Già autore per Fratelli Frilli Editori (Il brigante e la mondina, La contessa nera, Manzoni e la spia austriaca).

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