Da Lomello nelle Gallie

L’importanza di Lomello, cari lettori, tra la fine della Repubblica e l’inizio dell’Impero romano era massima. Stiamo parlando di un borgo nato e sviluppatosi in un punto strategicamente rilevante: sul dosso oggi occupato dalla basilica di Santa Maria Maggiore e lungo l’antica pista delle Gallie, tracciato che dai passi nelle Alpi Cozie (Monginevro, Grande e Piccolo San Bernardo) e da Torino arriva a Cozzo, a Lomello, a Dorno e a Pavia, il cui ultimo tratto Gropello Cairoli-Pavia sarà inserito nella medievale Via Francisca (Francigena), su cui ritorneremo in virtù del grande interesse che riveste per il nostro racconto.

Ci troviamo di fronte all’“antenata” della Pavia-Dorno-Lomello-Cozzo, che nei secoli a venire sarà detta Strada Regina (o Regia), Strada Pavese o Strada Romea. Il tracciato non presenta ancora la massicciata e la lastricatura in pietra tipiche delle arterie consolari, ma da Pavia è comunque la pista rettilinea più breve verso le Gallie, che lascia ai lati dossi e avvallamenti, e traversa i torrenti Terdoppio, Arbogna-Erbognone e Agogna.

Dal libro Lomellina medievale (Edizioni Lomellibro)

La Via delle Gallie, nota anche come Strada Pavese (immagini dal gruppo Fb Via delle Gallie lomellina)

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Pubblicato da Umberto De Agostino

Giornalista (quotidiano La Provincia pavese, settimanale L'Informatore lomellino di Mortara e undici periodici comunali) e direttore dell'Ecomuseo del paesaggio lomellino. Già autore per Fratelli Frilli Editori (Il brigante e la mondina, La contessa nera, Manzoni e la spia austriaca).

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