La nostra visione del mondo è profondamente condizionata, fra l’altro, dal linguaggio che usiamo per esprimerci. L’idioma madre viene oggi correlato anche ad atteggiamenti che ne sembrerebbero lontani, come la propensione al risparmio o il senso di colpa.
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Il Bel Paese dove l’Ok suona
«Non vogliamo fare la guerra all’inglese, ma vogliamo rammentare ai parlanti italiani che in molti casi esistono parole italiane utilizzabili, comode e trasparenti. Vogliamo provare a proporle a tutti come possibile alternativa, per promuovere la grande ricchezza lessicale ed espressiva della nostra lingua». In questo modo si espresse, circa un anno fa, Claudio Marazzini, presidenteContinua a leggere “Il Bel Paese dove l’Ok suona”
La Repubblica fondata sull’analfabetismo
Tullio De Mauro è il più autorevole linguista italiano. De Mauro ha insegnato linguistica in diverse università italiane e ha diretto il Dipartimento di Scienze del Linguaggio nella Facoltà di Filosofia, e successivamente il Dipartimento di Studi Filologici, nella Facoltà di Scienze Umanistiche dell’Università la Sapienza di Roma. Già ministro della pubblica istruzione (aprile 2000-giugnoContinua a leggere “La Repubblica fondata sull’analfabetismo”
L’italiano ridotto al silenzio
Il tentativo dell’Accademia della Crusca (di cui faccio parte) di frenare un po’ l’anglomania italica ha fatto notizia anche sulla stampa ligure, per combinazione proprio negli stessi giorni in cui la posta interna della nostra università veniva sollecitata a un bel dibattito dalla lettera di una giovane docente, Stefania Consigliere, che segnalava con una certaContinua a leggere “L’italiano ridotto al silenzio”
Lingua italiana nel mondo: impegno a ripristinare i fondi
Paolo Gentiloni, ministro degli Esteri, alla Camera dei Deputati ha risposto a un’interrogazione di Fucsia Nissoli, deputata eletta nella ripartizione estera Nord e Centro America intervenuta per chiedere «se intende prendere impegni concreti circa il ripristino dei fondi» per la promozione della lingua italiana all’estero. In particolare, l’on. Nissoli ricordando la forte preoccupazione tra leContinua a leggere “Lingua italiana nel mondo: impegno a ripristinare i fondi”
Accento, questo sconosciuto
Sùbito o subìto? L’italiano non conosce gli accenti, ma forse dovrebbe. Concordo con Giulia Carrarini (http://www.huffingtonpost.it/giulia-carrarini/sul-qui-e-su-qua-laccento-non-va-o-no_b_9252320.html). Cosa accadrebbe all’italiano se una riforma decidesse di cambiare il modo in cui si scrivono le sue parole? Se le eccezioni più antipatiche venissero di colpo cancellate e le diversità armonizzate? Probabilmente dai compiti in classe scomparirebbero molti segni inContinua a leggere “Accento, questo sconosciuto”
Petizione contro le leggi italiane in inglese!
Da qualche tempo il Parlamento italiano, per indicare leggi e provvedimenti ufficiali, utilizza termini inglesi spesso incomprensibili: jobs act, stepchild adoption, spending review e altri. Tutti termini che potrebbero avere un corrispettivo (molto più comprensibile) nella nostra lingua, anche a beneficio degli stessi parlamentari impegnati negli interventi in aula. Questo non è un bel modo perContinua a leggere “Petizione contro le leggi italiane in inglese!”
L’italiano e gli accenti circonflessi
Anche l’italiano ha avuto i suoi circonflessi, come in “principî” (plurale di “principio”) per distinzione da “prìncipi” (plurale di”principe”), o “assassinî” e “omicidî”: ma li abbiamo persi per tempo, fidandoci che il contesto ci dica quello che l’ortografia ci tace. Quali altre semplificazioni adottare? Ci sarebbe sempre quel problema con le moleste “i” che vannoContinua a leggere “L’italiano e gli accenti circonflessi”